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IRSAP, PARLA ALBANESE (CONFINDUSTRIA)

"Un paradosso,
le aziende senza più riferimenti"

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alessandro albanese, confindustria palermo, irsap
Il commissariamento dell'Irsap continua a tenere banco e non manca di sollevare polemiche. “Hanno commissariato un ente che non ha nemmeno ancora lo statuto”, dice il presidente di Confindustria Palermo, Alessandro Albanese, che lamenta come, dopo otto mesi, le Asi non siano ancora state sostituite con soggetti pienamente operativi. “La giunta regionale ci dica a chi deve rivolgersi un'azienda, se deve rinnovare un'autorizzazione”.

Presidente, che idea si è fatto di questo commissariamento?
“Oggi sono andato a riguardare la legge, che abbiamo voluto fortemente come Confindustria, perché pensavamo fosse un valido strumento di sburocratizzazione e che dettasse modelli di sviluppo industriale per i prossimi decenni in Sicilia”.

E invece?
“E invece arriva questo commissariamento, che non vale nulla perché prima andava fatto lo statuto. Cosa dovrebbe fare adesso il commissario? Lo statuto? E lo fa una sola persona? Ma allora facciamo una s.p.a. con l'amministratore unico. Siamo ormai arrivati al paradosso. Commissariamo un ente senza statuto, escludendo le forze economiche come invece previsto per legge. O c'è la voglia di disfare l'economia siciliana, o c'è puzza di bruciato”.

Che difficoltà avranno le imprese?
“Da otto mesi sono state abrogate le Asi, e al loro posto non c'è ancora nulla. Se domattina un'azienda ha bisogno del rinnovo di un'autorizzazione allo scarico, a Carini come a Catania, chi la rilascia? Si sta mettendo davanti alla necessità di far lavorare le aziende qualche bega interna per fini che poco hanno a che fare con l'economia. E' una cosa squallida. E nessuno in giunta si è opposto a questo pseudo-commissariamento”.

Cosa chiedete adesso?
“Che venga revocato il commissariamento, o se il presidente Lombardo vuole, si rinominino i componenti del cda. Ma mettere un commissario che non può fare nessun atto è assurdo. Se qualcuno pensa che il commissario possa fare qualcosa per fini diversi da quelli dello sviluppo di questa terra, è fuori strada. Come Confindustria Sicilia valuteremo se fare ricorso al Tar. In questa regione bisogna ripristinare il buon senso”.


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