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La Cisl: "Respingere le dimissioni di Albert"

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"Il Presidente della Regione, l’Assessore alla Pubblica Istruzione e Formazione Professionale e tutto il Governo si assumano le proprie responsabilità rigettando le dimissioni del Dirigente Generale del Dipartimento Istruzione e Formazione, Ludovico Albert, e diano, piuttosto, un nuovo impulso per l’avvio, nel più breve tempo, delle attività formative". La Cisl Scuola Sicilia chiede con una nota che siano rigettate le dimissioni di Albert a causa delle quali andrebbero persi le risorse destinate al settore dall'Unione Europea.

"Il Dirigente Generale si assuma le proprie responsabilità e completi il lavoro fin qui condotto dimostrando che il sistema può realmente andare in equilibrio garantendo l’offerta formativa all’utenza e reddito e occupazione ai lavoratori del settore. Adesso che il settore è finanziato non si può rischiare di perdere le risorse europee a causa delle dimissioni del Dirigente Generale".

"Non è, infatti, possibile che, ancora ad oggi - continua la nota - su circa 400 decreti di finanziamento dei progetti dell’Avviso 20/2011 trasmessi dall’Assessorato Formazione, ne siano stati inviati solamente una quarantina alla Corte dei Conti. Governo e Dipartimento hanno l’obbligo di accelerare il processo indispensabile all’avvio dei corsi di formazione e, conseguentemente, a riportare alla normalità l’attività lavorativa dei circa 8.000 lavoratori del settore. Questa situazione di grande incertezza ha generato una crisi per i lavoratori del settore ancora peggiore di quella vissuta negli anni precedenti. Su tali urgenze ed emergenze Cisl e Cisl Scuola hanno più volte chiesto l’intervento del Presidente e degli Assessori competenti per aprire un tavolo di crisi che affronti con il sindacato gli aspetti che riguardano i lavoratori nonché la garanzia di riqualificare il settore per traghettare, in questa fase, la Formazione Professionale siciliana dai fondi regionali a quelli comunitari".

"Tale tavolo - prosegue la Cisl - serviva e serve ancor più oggi ad evitare le speculazioni dei datori di lavoro sul ricorso esagerato alla Cig in deroga o, peggio ancora, al ricorso ai licenziamenti collettivi. L’istituzione del tavolo di crisi più volte sollecitato dovrà, tra l’altro, tentare di ricollocare gli eventuali esuberi, se ne contano già centinaia e la situazione è sull’orlo della degenerazione con il rischio di nuove assunzioni che, se proprio necessarie perché legate alla specificità di alcuni corsi, devono essere ridotte al minimo".

"Il Presidente Lombardo, dimissionario ma onnipresente, assieme ai suoi assessori, quindi, si assuma quelle responsabilità politiche che possano salvaguardare il sistema, le migliaia di lavoratori, gli aspiranti corsisti così da garantire l’avvio dei corsi con il loro cospicuo relativo finanziamento. La Formazione Professionale, per responsabilità tutte politiche del Governo, sta precipitando nella più assoluta incertezza facendo pagare danni enormi ai lavoratori, marginalizzandoli nella considerazione generale. Il settore della Formazione Professionale non deve essere più utilizzato, come in passato, come strumento per agevolare e sostenere la prossima campagna elettorale".

"Bisogna, piuttosto, dare tranquillità e serenità agli operatori e fare diventare la formazione volano di crescita e sviluppo e occasione per giovani e meno giovani di qualificarsi o riqualificarsi e spendersi nel mercato del lavoro. Tale quadro di grande preoccupazione rischia di generare un’esplosione sociale con migliaia di lavoratori che vedono a serio rischio il proprio futuro e il proprio posto di lavoro. Una cosa è certa - conclude la nota - non è più tollerabile giocare con la vita di tante famiglie che hanno la necessità di avere risposte e certezze per il futuro, non le solite promesse".


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