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INTERVISTA A CLAUDIO FAVA

"Mi candido contro il sistema
di Crocetta e Musumeci"

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“Accetto la sfida di Nello Musumeci: sono pronto a scendere in campo contro di lui, è una persona perbene, ma lo schieramento che lo sostiene è fortemente compromesso”. Claudio Fava, leader di Sel, spiega in una lunga intervista le ragioni della sua candidatura alla presidenza della Regione.

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Ha trascorso il Ferragosto pensando a come affrontare il problema della chiusura dei principali musei siciliani, a come scongiurare il blocco delle navi traghetto che trasportano carburante nelle isole minori e a come rimediare al deficit dell'Ast. E dalla riflessione è nata la convinzione, in Claudio Fava, che “bisogna porre fine all'utilizzo dei fondi di spesa corrente per alimentare la raccolta clientelare del consenso”. “Per questo ho deciso di candidarmi- continua Fava - ho avuto molto da questa terra ed è giusto che restituisco qualcosa in termini d'impegno e responsabilità personale”.

Il suo principale avversario non è un candidato in particolare ma “un sistema che oggi viene riproposto dalle coalizioni che sostengono Nello Musumeci e Rosario Crocetta”.

Musumeci
Il leader di Sel accetta la sfida che Nello Musumeci gli ha lanciato in un'intervista di Livesicilia (“Vorrei confrontarmi con Claudio Fava”). Fava attacca: “Nello Musumeci è una persona perbene ma la coalizione che lo sostiene è fortemente compromessa, visto che Micciché ha governato con Cuffaro per molti anni e con Lombardo rappresentano la pagina siciliana che noi vorremmo cancellare e archiviare”. Musumeci ha un punto debole, secondo Fava: “La Sicilia può essere liberata dalle tossine del passato soltanto da un presidente che non deve chiedere il permesso a nessuno”.

Crocetta, Ciancio, Bersani e il centrosinistra
Poi arriva il turno di Rosario Crocetta, passando dal centrosinistra che “non esiste perché è stato suicidato dal Partito democratico che lo ha eliminato per portarne la memoria in dono a Lombardo e governare con Lombardo”. A dare “il colpo di grazia” al partito di Bersani è stata - per Claudio Fava - la via del consociativismo scelta da una parte della dirigenza che è distante dal 90% della base”. “Non serve non un tavolo politico per riportare in vita il centrosinistra, devono essere create le condizioni di merito e di stile politico”.

Fava crede nel possibile ritorno del centrosinistra e per questo sta mantenendo un'interlocuzione con quella parte del Pd che non si è allineata ai diktat della dirigenza regionale e nazionale sul sostegno al governo Lombardo. Ma è deluso dalle ultime dichiarazioni rilasciate da Enzo Bianco a Livesicilia sul possibile sostegno di Rosario Crocetta. “Leggo che Bianco è favorevole alla candidatura di Crocetta sostenuto dall'Udc. Servono proposte più concrete: vogliamo costruire un'alternativa per la Sicilia? Mettiamo da parte tutti coloro che hanno governato male la Sicilia. Chi non ha il coraggio di farlo si può accontentare di Crocetta”.

“C'è qualche siciliano cosi stupido - si chiede Claudio Fava - da non capire che se Crocetta è il candidato di Mario Ciancio, in cambio Ciancio avrà ottenuto solide rassicurazioni sulla tenuta dei suoi affari? Crocetta - aggiunge ancora il leader di Sel - ha scelto di rappresentare questo mondo, è andato a cena con i bancarottieri Mollica , condannati di recente, ottiene la carità di un editoriale ogni settimana da Ciancio che lo illustra come il candidato migliore, viene sostenuto a parole o nei fatti da un perimetro politico che racconta la Sicilia del passato, la Sicilia degli affari, delle compromissioni. Ha fatto questa scelta e credo che la stia pagando”.

E Bersani? “Ha lasciato - risponde Fava - le briglie troppo lente al partito siciliano. Ha permesso che questo partito mescolasse il proprio destino al partito di Lombardo, ha permesso che continuasse il sostegno al governo di Lombardo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: il Pd è frantumato e il 90 per cento della base è contro le scelte dei dirigenti regionali. Molti amministratori ritengono sia un suicidio appoggiare Lombardo e molti ritengono che sia un suicidio sostenere oggi un candidato come Crocetta insieme all'Udc”. Fava crede che esista “una Sicilia sana che vuole voltare pagina, che si sente derisa e derubata da questa stagione politica e considera il centrodestra impraticabile”. Per questo “Anna Finocchiaro, che ha sempre lavorato per il Partito democratico a livello nazionale, prima o poi dovrà prendere posizione. Quando parliamo del Pd siciliano parliamo di un partito che ha governato con Raffaele Lombardo e adesso si appresta a stringere un patto con l'Udc che ha accolto in questi mesi fuoriusciti dell'Mpa e del Pdl, con buona pace di Totò Cuffaro”.

Il Movimento cinque stelle
“Le loro ragioni sono ampiamente rappresentate da chi oggi propone un'alternativa concreta e sul piano dello stile intende azzerare le rendite di posizione, i privilegi e le impunità della classe politica siciliana. Ho difficoltà nell'immaginare che un candidato riesca a dire qualcosa di più concreto o di più rigoroso di quello che potrebbe fare il mio governo”. Con loro c'è stata un'interlocuzione? “No, loro sono molto orgogliosi della loro presunta diversità per cui tutto ciò che ha a che fare con la politica puzza di marcio. In questi 20 anni il movimento 5 stelle non c'è stato e se qualcuno si è messo sulle spalle la croce di denunciare fatti e misfatti facendo i nomi e cognomi rischiando anche la pelle, non è stato il movimento 5 stelle ma il sottoscritto. Quindi credo che da questo punto di vista, proprio in Sicilia, non possono venire a fare la morale a nessuno”.

Il “governo” Fava
Sarà una giunta “paritaria” quella che Claudio Fava presenterà “prima del voto”. “Chi si reca alle urne deve conoscere chi governerà la Sicilia per questo - rivela a Livesicilia - faremo quattro nomi il 14 settembre e presenteremo l'intera giunta prima del voto”. Gli assessori “saranno persone normali senza stellette che avranno competenza, onestà intellettuale e condivisione del progetto politico”.

La prossima mossa
“Sono al lavoro, insieme a un gruppo numeroso, per la stesura del programma dei primi 100 giorni di governo che racconterà non solo il passato ma anche e soprattutto il futuro della Sicilia”. Fava ritiene prioritario “ridurre a 70 i deputati regionali, ridurre le indennità e fare dell'autonomia non un'occasione d'impunità ma d'umiltà per mettersi davanti allo specchio ed affrontare una volta per tutte i problemi della nostra terra”.


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