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CACCIA, RICORSO AL TAR

Gli ambientalisti impugnano
il calendario venatorio

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“E’ il peggior calendario venatorio degli ultimi anni”. Questa la denuncia lanciata dalle associazioni ambientaliste Wwf, Cai, Legambiente, Lipu e Man che oggi hanno impugnato il calendario facendo ricorso al Tar di Palermo per evitare che il primo settembre prenda il via la stagione venatoria.

Parole chiare contro l’assessore alle Risorse agricole Francesco Aiello, accusato di aver consegnato un calendario che va in contrasto con le leggi nazionali e comunitarie. Il nodo della questione rimane il piano regionale faunistico, necessario per stilare il calendario venatorio, in base al quale viene fatta una panoramica sui territori della Regione, vengono delimitate zone protette e zone in cui si può lasciare libera la caccia.

In base alle dichiarazioni congiunte delle associazioni anche quest’anno non è stato approvato, consentendo la caccia in “siti di importanza comunitaria senza la preventiva valutazione di incidenza ambientale obbligatoria per legge e disattendendo su punti importanti il parere dell’ Ispra, l’istituto superiore protezione e ricerca ambientale del Ministero dell’Ambiente”.

Infatti, in Sicilia non viene approvato un piano faunistico, che ha una validità di sei anni, dal 2005. L’anno scorso ne venne varato uno in forma provvisoria dall’allora assessore D’Antrassi, rimandando a quest’anno il varo di quello ufficiale. Contemporaneamente al ricorso al Tar le associazioni chiederanno l’intervento dell’assessore all’Ambiente Alessandro Aricò: “Chiediamo il suo aiuto per tutelare la nostra terra e affinché il calendario venatorio venga sottoposto a valutazione d’incidenza”.


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