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Verso le regionali

Quattro strade per i finiani
La base spinge su Granata

, Politica

Per Futuro e libertà restano sullo sfondo le possibili alleanza col Pd a sostetgno di Crocetta e col Pdl se prevarrà la linea Cascio. Ma si fa sempre più concreta l'ipotesi di un patto con lombardiani e Grande Sud sul nome di Miccichè. Intanto, un gruppo di dirigenti scrive a Fini: avanti tutta con Granata

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Quattro strade aperte per l'immediato futuro, ma ancora nessuna decisione presa. La pattuglia finiana in Sicilia resta in bilico in vista delle regionali di ottobre . Un appuntamento con ancora molte incognite da risolvere per Futuro e libertà. Le grandi manovre romane per portare i finiani nello squadrone che sostiene Rosario Crocetta, prologo dell'alleanza tra moderati e progressisti a cui si lavora nella Capitale, proseguono con fatica. Casini e Fini, ritrovato il feeling in vista della nascita del nuovo polo centrista, vorrebbero marciare compatti anche in Sicilia. Ma il veto ai lombardiani posto da Udc e gran parte del Pd, pone seri problemi ai colonnelli finiani nell'Isola non hanno intenzione di rompere con Lombardo e rischiare una corsa solitaria in un cartello di centrosinistra. L'alleanza con il Partito dei siciliani dei lombardiani garantisce infatti a Fli un comodo superamento dello sbarramento del cinque per cento. Obiettivo che, per una lista di Futuro e libertà che dovesse invece sostenere la corsa di Rosario Crocetta, nessuno oggi può dare per scontato. “Non possiamo certo rischiare di sparire per seguire le logiche romane”, commenta off the record un alto dirigente del partito.

E così, l'opzione uno di un patto a sostegno di Crocetta, resta sullo sfondo ma al momento non pare essere quella con più chance. Così come l'opzione due, quella di un'alleanza tra tutto il Nuovo polo e il Pdl. Un progetto sul quale lavora Francesco Cascio, che continua a giocare la sua partita per ottenere l'investitura del suo partito a Palazzo d'Orleans. Eppure, l'idea di un'alleanza tra finiani e Pdl, in realtà non troppo sgradita a diversi esponenti di primo piano del partito siciliano, incontrerebbe qualche resistenza romana. I rapporti tra Fini e il suo ex partito sono noti e l'ultima campagna del Giornale sulla faccenda della scorta in vacanza non ha certo aiutato a distenderli.

C'è poi l'opzione tre, quella “ufficiale”, della candidatura di Fabio Granata. Il politico siracusano sarebbe il front runner del Nuovo polo in ticket con Massimo Russo. Carmelo Briguglio lo ripete a ogni pie' sospinto, il candidato è Granata. Eppure, l'impressione generale è che si tratti di tattica o poco più. Tanto che un gruppo di dirigenti del partito, un significativo spaccato della base sul territorio, ha oggi scritto a Gianfranco Fini chidendogli di rompere gli indugi e lanciare senza ulteriori attese la campagna per Granata presidente. “Non abbiamo alcuna preclusione verso alleanze innovative o trasversali su altri candidati – si legge nel documento - che applichino in modo rigoroso il codice etico e che hanno un percorso personale e politico che si contraddistingue sul piano della legalità, ma a due mesi dal voto riteniamo auspicabile rompere gli indugi e proporre ai Siciliani il nostro progetto: 'Granata Presidente'”. A firmare il documento sono dirigenti di diverse zone della Sicilia, come il coordinatore di Siracusa Sebastiano Butera, il commissario del partito a Ragusa Francesco Iemolo, i membri del coordinamento regionale e dell'ufficio politico Marco Stella, Alberto De Luca, Vanessa Seffer, Vito Orlando e Fabio Rodante.

C'è infine l'opzione quattro, quella che sembra prendere sempre più corpo e che più di un esponente di primo piano del partito, a taccuini chiusi, ammette essere al momento la più probabile. E cioè quella di una convergenza tra tutto il Nuovo polo e Grande Sud di Gianfranco Miccichè, se dovessero saltare i ponti tra quest'ultimo e il Pdl. I contatti tra i miccicheiani e il Nuovo polo esistono e sono molto ben avviati. Si aspettano però le mosse, alle prese con un partito confuso e spaccato, che fatica a trovare una sintesi sul nome da candidare e sulle alleanze da mettere in campo. Se i berlusconiani consumeranno la rottura con Grande Sud, Miccichè potrebbe mantenere in campo la sua candidatura, chiudendo un'intesa di stampo “meridionalista” con Lombardo e alleati, giocandosi le proprie carte in una corsa a tre con Crocetta e Lagalla (o Cascio) dall'esito tutt'altro che scontato. Resterebbe però irrisolta la questione dell'apparentamento delle liste di Grande Sud e Partito dei siciliani con un partner nazionale in vista delle prossime Politiche, soprattutto se il Porcellum resterà in vigore. Senza un patto con un grande partito romano, infatti, l'attuale legge elettorale rende difficilissimo l'approdo in Parlamento. Un dettaglio sul quale in casa Pdl, si dice, qualcuno conta per convincere a più miti consigli l'eterno ribelle Gianfranco.


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