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Bagarre per la partecipata

Gesap, saltano le nomine
Il Comune promette battaglia

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Saltano le nomine targate Comune per il cda della Gesap: di Sergio Vizzini come presidente della società che gestisce i servizi a terra dell’aeroporto di Palermo e di Giovanni Battista Scalia come consigliere. Lo ha deciso l'assemblea dei soci, rinviata in precedenza a causa della richiesta, da parte della Provincia, di poter valutare l’opposizione presentata dai membri uscenti del cda, il presidente Stefano Mangano, e Vincenzo Zummo, entrambi nominati da Cammarata ed entrambi in fermo disaccordo con la richiesta di fare un passo indietro rassegnando le proprie dimissioni.

A far saltare il banco l’intervento proprio della Provincia Regionale di Palermo, che di Gesap detiene il 41 percento e che, grazie alla propria astensione al momento del voto sul cambio al vertice della partecipata ha fatto sì il Comune, con il suo 31 percento, si trovasse in una posizione di minoranza, anche alla luce dell’astensione del terzo socio di Gesap, il comune di Cinisi. “Un caso singolare – spiega Sergio Forcieri, capo area della gestione dei servizi e delle partecipazioni societarie – in quanto gli altri soci hanno tutti espresso la propria astensione sulle proposte del Comune, che quindi è andato in minoranza pur non essendo stato espresso un voto contrario”.

E dire che proprio il comune di Palermo e la Provincia si erano avvicinati sul tema Gesap grazie all’intesa dei due enti che aveva prodotto in poco tempo la diminuzione dei poteri del direttore generale della partecipata e l’opposizione all’Enac per la ricapitalizzazione. Il Comune non si arrende e promette tuttavia battaglia. “Vogliamo approfondire – continua Forcieri – i particolari di questo esito singolare della votazione per poter verificare la giurisprudenza del caso. Comunque insisteremo. Il sindaco si è già mosso per ottenere una riconvocazione dell’assemblea dei soci per discutere nuovamente il tema degli avvicendamenti al vertice”.

La revoca – spiega il confermato presidente della Gesap, Stefano Mangano – del nostro incarico è stata respinta perché la maggioranza dei soci non l’ha accolta. Il comune di Cinisi, che detiene il 3 percento e la Provincia di Palermo, titolare del 41 percento dell’azienda, hanno dichiarato la propria astensione in quanto hanno valutato positivamente le nostre ragioni. È la vittoria di Gesap, che ha dimostrato così la propria autonomia da appartenenze politiche. Adesso mi auspico soltanto il rilancio dello scalo di Palermo, che grazie a noi ha chiuso lo scorso anni con oltre cinque milioni di passeggeri tra arrivi e partenze”.

“La cosa strana – continua Mangano – è che erano stati gli stessi soci, compreso il comune di Palermo, a premiare la governance della Gesap approvando lo scorso 31 luglio il nostro bilancio all’unanimità. Ciò significa condivisione delle scelte aziendali. Vorrei, al ritorno dalle ferie, potermi sedere ad un tavolo con i soci e l’Enac per discutere pacificamente ed evitare eventuali screzi che si possono essere creati”. “È stato riconosciuto – ha aggiunto Vincenzo Zummo, il consigliere che avrebbe dovuto essere sostituito - che Gesap è un organismo pubblico e non politico. Siamo tutelati dall’articolo 3 della Costituzione, che ci protegge da questo tipo di soverchierie che sono solo di ordine politico”.

Il comunicato di Palazzo delle Aquile
"Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando stamani, al termine della Assemblea Gesap, la società che gestisce i servizi a terra nell’aereoporto Falcone e Borsellino di Palermo, ha deciso di chiedere la immediata riconvocazione della Assemblea dei soci e di chiedere ai legali del Comune di approfondire gli esiti della votazione per il rinnovo del Cda. “Ho rilevato il comportamento scorretto del presidente della Gesap, il dott. Stefano Mangano – ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando – il quale, pur avendo in corso un procedimento di revoca da componente del Cda Gesap, ha presieduto l’assemblea stessa, pregiudicando, di fatto, lo svolgimento corretto dei lavori. Lo stesso si è allontanato dopo la votazione e solo al momento della proclamazione dell’esito della votazione”. Orlando ha preso atto, altresì, del comportamento degli altri soci Gesap: la Provincia di Palermo e il Comune di Cinisi presenti con loro delegati all’assemblea.

“Con il loro atteggiamento ostruzionistico e dilatorio – ha proseguito Orlando – hanno impedito la legittima nomina dei componenti da me indicati. Alla luce di tali accadimenti, ho dato mandato al capo dell’avvocatura comunale di valutare e approfondire gli esiti dell’odierna assemblea, allo scopo di procedere, ove ne ricorressero gli estremi, in tutte le sedi giurisdizionali, non ultima quella penale, per la tutela della città di Palermo e dei suoi rappresentanti”.


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