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Intervista a Giovanni Pistorio

"Crocetta utile solo a Bersani
Pdl? Non siamo incompatibili"

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Il segretario regionale dell'Mpa "brinda" al nuovo Partito dei siciliani e lancia Massimo Russo verso la presidenza della Regione. "Le alleanze? Non sbattiamo la porta in faccia a nessuno".

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Il nome è nuovo. C'è un candidato alla presidenza della Regione. Anzi, addirittura due. E persino la scelta di “correre da soli”. L'Mpa dà una riverniciata alla carrozzeria, fa sedere Raffaele Lombardo sul sedile di dietro, e lascia il volante al segretario regionale Giovanni Pistorio.

Senatore ci siamo: ecco finalmente la “naturale evoluzione” dell'Mpa.
“Il movimento per le autonomie oggi dà un senso compiuto al suo percorso, dandosi anche un nume nuovo. Siamo il Partito dei siciliani”.

Oltre al nome, che cambia?
“La nuova formazione politica accentuerà il ruolo di difesa del territorio e dello Statuto. Vogliamo distinguerci dalle forze centraliste. Noi siamo qualcosa di diverso”.

In che modo rappresenterete la vostra “diversità”.
“Intanto, per esempio, con la scelta dei candidati alla Regione”.

Vale a dire?
“Mentre quelli degli altri partiti sono il frutto solo di equilibri e logiche partitiche nazionali, noi partiremo da chi ha cementato un rapporto con i siciliani”.

Ecco, si è parlato nelle scorse settimane di Massimo Russo e Fabio Granata.
“Il nostro candidato è Massimo Russo. Ma con Granata può costituire un ottimo 'ticket' basato su alcuni elementi comuni: entrambi hanno dimostrato di essere abilissimi amministratori, e hanno fatto della legalità un tema dominante della loro vita politica”.

Quindi correrete da soli? Nessuna alleanza? In fondo, pare che i vostri voti non dispiacciano a nessuno.
“Noi abbiamo una proposta chiara, e un programma preciso. Se ci sono forze politiche che dimostreranno intelligenza e senso di responsabilità e si diranno disposte ad accogliere i punti del nostro programma, noi non ci tireremo indietro a nessun confronto”.

Passiamo agli esempi concreti. Crocetta è stato ufficializzato come candidato di Pd e Udc...
“Appunto. Crocetta è solo il simbolo dell'accordo Bersani-Casini. Interesserà a loro, non ai siciliani”.

Bene, scartiamo Crocetta. Micciché le piace invece?
“Dipende di quale Micciché parliamo. Se lui è ancorato al 61-0, se pensa al passato invece che al futuro, forse le sue idee saranno di grande appeal ad Arcore, non certo in Sicilia. Se lui invece è quello che ha messo al centro la Sicilia, l'autonomia, allora certamente è un interlocutore valido. Il problema è che spesso lui rimanga un po' a metà strada”.

Quindi niente da fare nemmeno col centrodestra. Eppure da diversi esponenti del Pdl sono state lanciate aperture nei confronti del vostro partito.
“Guardi, noi abbiamo rotto col Pdl per questioni precise. Per fatti concreti. Ma certamente non siamo incompatibili. Se il Pdl è disposto a riconoscere le nostre ragioni, quelle che ci portarono alla rottura, allora io non escludo un dialogo”.

Eppure, che strano. Tutti sembrano strizzare l'occhio al Nuovo polo, da un lato. Dall'altro vedono in Lombardo il “problema” per la creazione di un'alleanza.
“Io ritengo che Lombardo sia evocato solo per evitare di affrontare i problemi reali. Tutti dimenticano che si è dimesso senza aver alcun obbligo di farlo, e ha deciso anche di lasciare il partito liberandolo da questa ipoteca. Cosa avrebbe dovuto fare?”.

Cosa resta, allora, oggi che siete alla “svolta”, dell'esperienza del governo Lombardo.
“Per noi Lombardo è un patrimonio. Dal quale attingere e dal quale ripartire. Come tutti ha fatto scelte che potevano essere condivise o meno. Ma certamente ha sempre messo davanti a tutto gli interessi dei siciliani”.

E oggi anche qualcuno degli avversari è convinto che quel patrimonio (anche elettorale) non andrebbe disperso.
“Ho sentito alcune prese di posizione intelligenti, ad esempio, nel Pdl. Quella di Stefania Prestigiacomo, per esempio...”


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