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Ieri sera

Ustica, annegano due ragazzi
Si ipotizza istigazione al suicidio

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due quattordicenni, incidenti, tragedia, ustica, Cronaca
Volevano fare una bravata, hanno preso un'auto per fare 'un giro' e invece sono caduti in mare dalla banchina del porto e sono morti due minorenni a Ustica. E' accaduto ieri sera verso le 22: i due ragazzi, di 14 anni, sono isolani, Bartolomeo Licciardi. e Sta Fedi. Hanno preso la Panda di un pensionato di Ustica e hanno perso il controllo del veicolo mentre viaggiavano lungo la banchina. Sono immediatamente intervenuti i sommozzatori della societa' ''Diving Barracuda'' che sono riusciti a estrarre i corpi dei minorenni dall'auto. I due erano già morti per annegamento. I carabinieri e la Capitaneria di porto hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell'incidente

Secondo la ricostruzione della Guardia medica di Ustica i due ragazzini, uno di origine tunisina l'altro usticese, sono saliti sulla Panda dopo averla trovata con le chiavi inserite nel cruscotto. Dopo aver percorso un breve tratto di banchina al porto, hanno perso il controllo del mezzo e sono finiti in mare. L'auto giace capovolta a pochi metri dalla riva, in un fondale di non oltre 5 metri. Il ragazzo tunisino è figlio di un immigrato che lavora da anni come artigiano ad Ustica, l'altro è figlio dell'autista dell'ambulanza della Guardia medica dell'isola.

Non si danno pace i genitori dei due ragazzini appena quattordicenni, che avevano finito le scuole medie: "Non c'é una spiegazione", dicono dalla comunità che ha assistito tutta la notte i genitori dei ragazzi nella camera ardente allestita al Comune. "Per ora - ha detto il vicesindaco Giuseppe Caminita - le notizie sono frammentate. Non si sa se abbiano messo in moto l' auto o abbiano tolto il freno. Fino a 15 minuti prima erano a casa e poi, intorno alle 22, la tragedia". I ragazzi dopo essere stati estratti dall'auto, sono stati portati in camera iperbarica ma non c'é stato niente da fare. Le famiglie "sono persone umili, tranquille", racconta Caminita. I genitori del ragazzo di origini tunisine, S.F., , hanno espresso la volontà di riportare la salma nel loro Paese. Il sindaco di Ustica, Aldo Messina, sta rientrando sull'isola da Palermo e dichiarerà il lutto cittadino.

La Procura apre un'inchiesta
La procura di Palermo ha aperto un'indagine sulla morte dei due ragazzini, di 13 e 14, caduti in mare a Ustica con un'auto che avevano preso sul molo. Sui corpi, su cui non verrà disposta l'autopsia perché le cause della morte sono chiare, sono stati fatti prelievi di sangue per accertare eventuali assunzioni di stupefacenti. Dalle prime indagini non sembra ci siano stati ritardi nei soccorsi che, anzi, sarebbero stati tempestivi. Il pm Renza Cescon e l'aggiunto Maurizio Scalia, che coordinano l'indagine, escludono dunque l'ipotesi di omicidio colposo. Ancora prematuro al momento pensare ad un accertamento di responsabilità a carico dei genitori delle vittime per omessa vigilanza di minori.

AGGIORNAMENTO
I pm, che hanno aperto un'indagine sulla morte dei due adolescenti caduti in mare con un'auto a Ustica, ipotizzano il reato di istigazione al suicidio a carico di ignoti: un'ipotesi solo formale che consente ai magistrati di svolgere gli accertamenti tecnici e di sentire i testimoni. Le indagini sono state delegate ai carabinieri. Lunedì arriveranno a Palermo i campioni di sangue prelevati dai cadaveri: verranno analizzati dal direttore dell'istituto di Medicina legale del Policlinico, Paolo Procaccianti.

Sono stati fissati per domani mattina i funerali dei due ragazzini morti a Ustica nell'auto finita in mare. La cerimonia funebre per il ragazzino italiano si terrà alle 10 nella chiesa di San Ferdinando che domina la piazza principale del paese. Per le esequie del ragazzo di origine tunisina si attende, sempre per domani mattina, l'arrivo sull'isola di un religioso musulmano. E' stata intanto recuperata l'auto, una Fiat Panda di color azzurro, dentro alla quale i due ragazzini sono finiti in acqua dal molo del porto.


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