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Lo ha deciso la giunta

Regionali, si vota il 28 ottobre

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Le elezioni del Presidente della Regione e per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciliana si terranno il prossimo 28 ottobre 2012. Elezione diretta del governatore, 80 deputati verranno scelti col sistema proporzionale.

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Le elezioni del Presidente della Regione e per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciliana si terranno il prossimo 28 ottobre 2012. Lo ha stabilito la giunta di governo riunita questa mattina a Palazzo d'Orleans.

Si voterà, quindi, nella data annunciata dal presidente della Regione Raffaele Lombardo il giorno delle sue dimissioni. A dire il vero, subito dopo il suo commiato all'Ars lo stesso governatore aveva “aperto” ad altre possibilità. “Votare prima del 28 ottobre? - aveva detto – è possibile, ne parleremo in giunta”. E il discorso, a dire il vero, è stato affrontato in diverse riunioni dell'esecutivo. Alla fine, ha vinto la data più distante possibile. Quella in grado di dare il tempo di organizzare liste e alleanze. E di scongiurare l'accelerazione della campagna elettorale nei mesi estivi.

A dire il vero, l'idea di anticipare al 7 o al 14 ottobre le elezioni, era stata esclusa nei giorni scorsi anche dal presidente dell'Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio: “Il presidente Lombardo ha chiesto di dimettersi il 31 luglio proprio per consentire il voto il 28 ottobre. Mi sorprenderei se decidesse diversamente, e si tratterebbe di un atto di scortesia istituzionale”. L'atto di scortesia, alla fine, non è arrivato. Lombardo ha confermato la data del 28. Accontentando, tra l'altro, pare, gran parte della sua giunta.

Si voterà in una sola giornata, quindi. E si procederà all'elezione diretta del presidente della Regione. Basterà mettere una croce su uno di quei nomi, insomma. Al momento, hanno ufficializzato la propria discesa in campo Rosario Crocetta, Claudio Fava, Cateno De Luca, Gaspare Sturzo, mentre altri nomi come quelli di Innocenzo Leontini, Fabio Granata, Massimo Russo e Gianfranco Micciché non hanno ancora ricevuto l'”imprimatur” di una coalizione.

Per quanto riguarda le liste, invece, va precisato che 80 dei 90 parlamentari saranno eletti col sistema proporzionale in collegi provinciali. Non entreranno nella suddivisione dei seggi i partiti che non raggiungeranno il 5%. Gli altri dieci deputati quasi certamente arriveranno dal listone del presidente eletto (compreso il nuovo governatore sono nove parlamentari), e dal candidato alla Regione piazzatosi “secondo”.

A dire il vero, la legge impone il ricorso al listone solo nel caso in cui i seggi conquistati nei vari collegi dalle liste collegate a quelle del presidente sia inferiore a 54. I candidati della lista del presidente, quindi, entrerebbero all'Ars solo per contribuire a raggiungere il numero complessivo di 54. Gli eventuali seggi rimanenti (nei casi in cui la somma dei seggi conquistati dalle liste provinciali sia di 54 o di poco inferiore), verrebbe distribuito alle liste “sconfitte”, purché abbiano superato lo sbarramento. Ma per fare i conti, c'è tempo. Si vota tra 89 giorni.




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