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IL CASO

Piano dei rifiuti, è giallo
sui termovalorizzatori

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, Politica
Il giallo dei termovalorizzatori continua. Dopo essere stati dipinti come il male assoluto, sono tornati, come abbiamo scritto oggi, a fare capolino nella “disposizione commissariale” del 7 giugno 2012 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana lo scorso 3 agosto. In particolare al terzo comma dell'articolo 1 viene scritto di provvedere “a disporre la progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti di termovalorizzazione individuati nel piano regionale di gestione dei rifiuti come adeguato ai sensi dell'art. 2 favorendo l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili a salvaguardia della salute della popolazione e dell'ambiente”. Cosa che ha colto tutti un po' di sorpresa visto che il presidente della Regione in carica fino al prossimo ottobre, Raffaele Lombardo, ha sempre manifestato una certa contrarietà sull'argomento, definendoli “una parentesi vergognosa”, “schifosissimi mostri”, “la grande schifezza”. Insomma, parole non proprio tenere. Per aggiungere anche: “Il ministro Stefania Prestigiacomo è troppo affezionata ai termovalorizzatori e non ci vuole proprio rinunciare. O termovalorizzatori o morte. Deve rassegnarsi”.

Sarà per questo che l'ipotesi di un loro ritorno pare abbia stupito anche il presidente. Che ha subito precisato: “Nella disposizione commissariale è stato riportato integralmente quanto previsto dall'Ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri Opc 3887 del 2010 dove si parlava di termovalorizzatori. Ma nel Piano regionale per la gestione dei rifiuti non abbiamo mai contemplato questa possibilità ed è solo a quello che faremo riferimento”.

Dello stesso tenore l'intervento dell'assessore regionale all'Energia, Claudio Torrisi, che dice: “Il Piano accantona definitivamente le scelte dell'incenerito massivo dei rifiuti nei valorizzatori, per privilegiare, in via prioritaria, il recupero di materia da sottrarre alle discariche e destinare alla valorizzazione energetica solo l'eventuale frazione minima residuale, mediante impianti di piccola taglia, di ultima generazione e a minimo impatto ambientale. Quanto indicato nella disposizione commissariale è una mera trascrizione delle azioni indicate nell'Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel luglio 2010, quest'ultima antecedente alla stesura del Piano che - divenuto operativo dopo l'approvazione del 3 luglio 2012 - fornisce le direttive esclusive sull'impiantistica da realizzare, che non prevede termovalorizzatori”.

Prendiamo atto delle precisazioni, anche se abbiamo ancora due dubbi. Il primo: abbiamo letto l'Ordinanza e non si può certo dire che sia stata riportata integralmente e fedelmente. Il secondo: l'Ordinanza dà al commissario delegato (ossia a Lombardo) la possibilità di “avvalersi di non più di quattro soggetti attuatori a cui affidare specifici settori di intervento”. Ma non specifica quali. È o no facoltà del commissario delegare una cosa piuttosto che un'altra?

Infine, un'ultima coincidenza. È di oggi la notizia dell'apertura dell'ex ministro all'ambiente, Stefania Prestigiacomo, all'Mpa. Vuoi vedere che, a volte, a pensar male ci si azzecca?


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