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Il ddl impugnato dal Commissario

Rifiuti, Ars apre e chiude
Si torna in Aula il 5 settembre

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L'Aula ha chiesto oggi al governo di promulgare le leggi sul quoziente familiare, sulla Commissione per le pari opportunità e sulla riforma degli Ato senza le parti impugnate da Aronica. "Muore" la norma sulla ricerca sanitaria.

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L’Assemblea regionale siciliana tornerà a riunirsi il 5 settembre, in una seduta straordinaria e “tecnica” per affrontare il tema della riforma dei rifiuti, pesantemente “azzoppata” dall’impugnativa del Commissario dello Stato. È stato deciso oggi, all’Ars, in una giornata nella quale i deputati hanno preso atto dei rilievi sollevati da Carmelo Aronica e hanno presentato tre distinti ordini del giorno con i quali chiedono al governo di promulgare le norme senza le parti impugnate.

Così, “salta” del tutto il ddl sulla “promozione della ricerca sanitaria”. Il disegno di legge prevedeva il sostegno, con uno stanziamento che poteva arrivare fino a 3 milioni di euro l’anno, ai ricercatori operanti nel sistema sanitario regionale che, sulla base di un apposito bando regionale, avrebbero potuto presentare progetti di ricerca finalizzati al miglioramento dell’efficienza, l’efficacia, l’appropriatezza e l’incremento della qualità assistenziale. Soldi che la Regione contava di reperire dall'1% del Fondo Sanitario regionale. Somme, però, vincolate per altre finalità. E per questo, mancando la copertura finanziaria, è stata cassata l’intera norma.

Restano in piedi, invece, quelle che prevedono la creazione della Commissione per le pari opportunità e quella sul Quoziente familiare. Nel primo caso, il Commissario ha chiesto, di fatto, che si ponesse un limite temporale alle cariche dei componenti della Commissione. Nel caso del Quoziente, Aronica aveva sottolineato come, trattandosi di un vero e proprio regolamento che avrebbe determinato i criteri per la distribuzione delle risorse e degli interventi sociali alle famiglie siciliane, la “titolarità” per la misurazione degli interventi spettasse al Presidente della Regione e non, come indicato nel ddl, all’assessore alle Autonomie locali.

Ma il vero tema resta quello dei rifiuti. L’Aula si riunirà giorno 5 settembre. Ma già allora, la situazione potrebbe essere molto grave. Il Commissario dello Stato, infatti, è intervenuto pesantemente sulla norma, sollevando rilievi su diversi aspetti: dalla creazione delle Srr, alle garanzie finanziarie delle società d’ambito, fino agli articoli riguardanti il personale, indicando, in quest’ultimo caso, il concorso come unico mezzo possibile per le assunzioni nelle nuove società. “L'iter amministrativo relativo alla costituzione delle Srr non si ferma, ma continua a procedere secondo il percorso già avviato", aveva dichiarato a caldo l’assessore regionale all'Energia e ai servizi di pubblica utilità, Claudio Torrisi, e aveva aggiunto “Per quanto concerne gli aspetti finanziari delle vecchie società d'ambito, oggetto dell'impugnativa del Commissario dello Stato, si valuteranno nei prossimi giorni, eventuali correttivi da adottare”. E se ne dovrà occupare anche l’Ars, evidentemente. Ma solo tra 25 giorni. In piena campagna elettorale. Intanto, il processo di creazione delle società pubbliche per la gestione dei rifiuti procede a tappe forzate. Sono partiti i commissariamenti dei primi comuni che s’erano opposti alla creazione delle Srr.




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