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IL CASO

Su "La Sicilia" necrologio al boss
Lì dove lo negarono a Montana

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Era il 1985, ottobre. Ricorreva il terzo trigesimo dell'omicidio al commissario Beppe Montana. Il necrologio presentato allo sportello da Luigi Montana, padre di Beppe, viene “respinto allo sportello” de La Sicilia “su disposizione del vice direttore Conigliaro e del direttore Mario Ciancio”. Tutto messo nero su bianco nel documento originale che “S” ha pubblicato nel mese di maggio e che Livesicilia ripropone, mentre sul web scoppia la polemica sull'accettazione, sempre da parte de La Sicilia, di tre necrologi per la scomparsa, dovuta a un male incurabile, del boss Pippo Ercolano.

Il necrologio antimafia rifiutato
Ufficialmente, secondo Tony Zermo, giornalista di punta del quotidiano catanese, il necrologio in ricordo di Beppe Montana sarebbe stato rifiutato perché il testo “parlava di un delitto di mafia dagli alti mandanti”. “Chi erano -si chiede Tony Zermo- questi alti mandanti? Il presidente della Repubblica? Il capo della polizia?”. E ancora, il necrologio in ricordo del commissario ucciso dalla mafia non sarebbe stato pubblicato, sempre secondo Zermo, perché “si volevano evitare illazioni”. Eppure, a leggere il testo del necrologio rifiutato, le "illazioni" decantate da Zermo non si trovano. “La famiglia -recita il necrologio non pubblicato- con rabbioso rimpianto ricorda alla collettività il sacrificio di Beppe Montana, commissario P.S., rinnovando ogni disprezzo alla mafia e suoi anonimi sostenitori”.

I tre necrologi del capomafia pubblicati
Veniamo ai giorni nostri. Il 31 luglio scorso, tre giorni dopo l'anniversario della morte di Beppe Montana, La Sicilia ha pubblicato tre necrologi di amici e famigliari che ricordano il boss Pippo Ercolano. In questo caso però, non sono state rinvenute “illazioni” nella fase di controllo dei testi da inserire sul quotidiano edito e diretto da Mario Ciancio. A dare l'annuncio della scomparsa ci sono tutti i figli, compreso Aldo, l'esecutore materiale (al 41bis), del vile agguato al giornalista Pippo Fava. Poi un messaggio da Luigi Carcione, che saluta lo “Zio Pippo” facendo le condoglianze ai famigliari. “Sei stato un grande amico”, dice Carcione, indagato perché, come ha svelato Report, era l'imprenditore che consentiva allo “Zio Pippo”, di apparire al lavoro e in realtà curare le forniture della cava di famiglia, anche per importanti commesse pubbliche. Quindi il ringraziamento, da parte dei famigliari del boss, “a tutto il personale sanitario della Ccmc per le cure prestate e l'affetto dimostrato. Un ringraziamento particolare al dott. P.Bosco”.

Il necrologio del boss Ercolano

Il necrologio negato a Montana



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