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Il primo giorno

Vernuccio, esordio da assessore:
"Sono l'uomo al posto giusto"

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assessore, Vernuccio, Politica
Ho incontrato i componenti dell'ufficio di gabinetto che erano stati nominati dal presidente Lombardo, assessore ad interim. Abbiamo fatto il punto della situazione, tanto non resteremo a lungo”. Nicola Vernuccio, neo assessore alle Autonomie Locali e al Personale, nominato ieri in extremis dal dimissionario Raffaele Lombardo, è al suo primo giorno come componente della giunta di Palazzo d'Orleans. “Agosto è un mese lavorativo senza pause di nessun tipo – ha detto l'assessore - si andrà ad elezione nel mese di ottobre. E quindi il lavoro che avremo davanti è di sessanta giorni, niente vacanze”.

“La mia vita è stata sempre così, fatta di occasioni sfruttate e fino ad oggi chiuse bene. Mi sono spesso trovato nel posto giusto al momento giusto”, ha detto a Livesicilia il successore di Caterina Chinnici. Che nega rotture con Francesco Musotto, suo big sponsor fino a qualche tempo fa: “Sono stato nominato assessore alla Provincia dal presidente Musotto, che ho conosciuto nel 2001 a un matrimonio. Non avevo nessuna storia politica di vicinanza a lui fino ad allora. Fui nominato per un periodo molto breve anche in quella circostanza, perchè Musotto si candidava a sindaco di Palermo e alla fine sono rimasto dal 2001 al 2008 come assessore provinciale e pure vicepresidente”.

E tramite Musotto ha conosciuto anche Raffaele Lombardo: “Lo conoscevo perchè presidente dell'Urps, l'Unione regionale delle province siciliane, quando ero vicepresidente della provincia di Palermo. L'ho conosciuto meglio attraverso Musotto dopo le elezioni regionali. Mi ha nominato suo esperto per il riordino delle società partecipate. Ho fatto un piano nel 2008”. Una carriera professionale e politica che non nasce per tradizioni familiari: “Sono figlio di un dirigente dello Stato. Questa carriera è nata per occasioni che mi sono creato io. Tante intelligenze siciliane, che non sono inferiori a me, non hanno avuto però la fortuna di incontrarsi con certe persone in certi periodi della propria vita”.

Ha iniziato a lavorare in un centro ricerca che era gemellato con Nomisma, una società di consulenza fondata nel 1981 a Bologna da un gruppo di economisti, tra cui Romano Prodi ed è stato coordinatore provinciale dei comitati Prodi per tutto il periodo in cui è stato eletto. “Insieme a Paolo De Castro ho scritto la parte sulla Sicilia del Sasso nello stagno di Prodi”. Direttore della Resais fino a ieri: “Da oggi sono in aspettativa. Quello è il mio lavoro. Ero il capo della società di ricerca dell'Espi. Quando è stato sciolto, tutti i dipendenti sono stati accolti nella Resais”. Lasciato anche l'incarico di amministratore unico di Sicilia e Ricerca.

Del rapporto con i comuni, della riorganizzazione delle province, del fondo delle autonomie e delle elezioni regionali si dovrà occupare l'assessorato per i prossimi tre mesi. “Le elezioni regionali vengono organizzate dal dipartimento per le autonomie locali. Un compito che sarà certamente gravoso”. “Dovremo poi studiare in tempi brevissimi quello che in termini amministrativi si può realizzare sulla spending review. La prima cosa che correi fare in questi 55 giorni, è ridare orgoglio al dipendente della Regione siciliana che non sono parassiti dell'umanità e che sono mal distribuiti”. “Dopo questa intervista parlerò – ha concluso l'assessore – col direttore generale delle autonomie locali e della funzione pubblica”.


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