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L'Iliade tra le rovine
di Selinunte

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Grazie alla fantasia di Mimmo Cuticchio e la sua "Macchina dei Sogni", un connubio originale fra la forma epica greca e l’oralità del cunto rivive nello splendido scenario di Selinunte.

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L'Iliade tra le rovine di Selinunte: un lungo racconto per immagini, un vero e proprio “arsenale delle apparizioni” popolato da dei alteri e bizzosi, pupi guerrieri, cuntisti e narratori. I narratori-sacerdoti racconteranno le vicende umane e saranno aiutati dai pupi, mentre gli dei, che governano i destini dell’uomo, narreranno la storia dal loro punto di vista.

L'idea è tutta di Mimmo Cuticchio che – giovedì 2 agosto con repliche il 3 e 4 agosto, alle 18.30 e fino al tramonto – tra le rovine del parco archeologico di Selinunte, ha portato la sua “Macchina dei Sogni”, il festival di teatro di figura e narrazione. Il puparo ha ideato un connubio originale fra la forma epica greca e l’oralità del cunto, un viaggio itinerante di grande suggestione visiva e di forte impatto espressivo. Mimmo Cuticchio, coinvolgerà, in un mosaico di narrazioni, attori, musicisti, narratori – tra gli altri, Alfio Antico, Paolo Buggiani, Giacomo Cuticchio, Mario Crispi, Giovanni Guarino, Bruno Leone, Paola Pace, Fulvio Verna - e allievi di un laboratorio che in questi giorni si è svolto a Selinunte. L'intento è quello di legare l’epopea classica, i temi e la forza narrativa dell’Iliade alle problematiche del Mediterraneo, territorio di drammatici conflitti così come laboratorio di progetti e speranze per il futuro.

Dei e guerrieri, pupi e fantasmi: “I templi sono legati agli dei, come le chiese ai santi, allora immaginiamo che a parlare siano gli stessi dei – spiega Mimmo Cuticchio - e che raccontino le vicende che hanno portato alla disfatta di Selinunte. I narratori-sacerdoti racconteranno le vicende umane e saranno aiutati dai pupi, mentre gli dei, che governano i destini dell’uomo, narreranno la storia dal loro punto di vista, parlando dei conflitti, dell’odio e della cupidigia che portarono alla distruzione di quei luoghi di culto”.

Gli attori appariranno tra i ruderi come fantasmi per accompagnare gli spettatori in una narrazione itinerante, che prenderà il via dal sentiero che introduce al Parco, e proseguirà intorno alle rovine del tempio G. Racconteranno di Achille, Agamennone, Priamo, Ecuba, Elena, Menelao (rappresentati dai pupi), mentre gli dei (Vulcano, Teti, Atena, Giunone), non avranno bisogno di questo doppio teatrale. Mimmo Cuticchio sarà il narratore-guida, una sorta di Zeus che racconterà la distruzione di Selinunte (così come la descrive Diodoro Siculo), ma anche di altre distruzioni, naturali o umane. All’origine della guerra di Troia c’è il rapimento di Elena, ma anche la guerra di Selinunte scaturisce da un desiderio di vendetta. La prima dea a uscire dal tempio sarà Era (Paola Pace), una specie di guida del Parco, che accoglierà il pubblico. A questo punto si materializzerà Zeus col suo carro, e man mano spunteranno gli altri, ognuno impaziente di raccontare la propria storia. Zeus tiene le fila di tutti i discorsi e nel cunto finale – con gli altri dei a fare il coro – racconterà la distruzione di Selinunte, avvenuta nel 409 a. C. ad opera dei Cartaginesi.

Scenografie e installazioni lungo il percorso teatrale. Nel rispetto assoluto della zona archeologica, il pubblico assisterà alle azioni teatrali da diverse prospettive. Tra le colonne, il basamento e i massi, si realizzerà un vero e proprio evento unico e concepito per Selinunte, completo di figurazioni scenografiche e installazioni (disseminate lungo il percorso teatrale, dall'ingresso al tempio G, sono curate da Tania Giordano) che restituiranno, a loro volta, la complessità di una vicenda nella quale simboli, immagini e parole sono fortemente intrecciati tra loro. Rivivranno figure mitologiche come il Minotauro e il cavallo, un boschetto con una grande rete di Penelope (simbolo attuale perché anche oggi facciamo e disfacciamo nell’attesa di un agognato riscatto). ed elementi simbolici appartenenti all’immaginario comune, come la nave, il mare, il filo e la spirale. Il tutto realizzato artigianalmente con materiali “poveri” come la carta, le canne, la corda, il legno, i colori e le stoffe di diverso tipo.

All’interno di queste “trame”, si inserisce un altro racconto visivo. Alla fine di questo grande racconto itinerante, dove i tamburi di Alfio Antico e i flauti di Mario Crispi avranno un ruolo importante, gli dei si ritireranno nel tempio “E”, mentre gli spettatori, sulla via del ritorno, assisteranno a una grande installazione animata che avrà per protagonista Poseidone. Una mostra di immagini delle precedenti edizioni de “La Macchina dei Sogni” consentirà di rintracciare una continuità progettuale in tutti questi anni.

Info: costo biglietti 15 e 10 euro.


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