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Aziende, nuovi cda a settembre? E in consiglio è toto-presidenze

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Società partecipate a rapporto. Si terranno domani, in prima convocazione, le assemblee dei soci delle aziende ex municipalizzate che dovranno affrontare la questione bilancio. Tranne Gesip e Amia, che vivono condizioni particolari, tutte le altre saranno chiamate a discutere col socio unico, cioè il comune, del rendiconto.

Probabilmente la prima convocazione andrà deserta e si passerà alla seconda, anche se un altro tema potrebbe saltare fuori, ovvero il rinnovo dei cda. Al momento, un solo presidente ha fatto un passo indietro: si tratta di Mario Bellavista, fino a qualche settimana fa alla guida dell'Amat. Gli altri aspettano di incontrarsi col primo cittadino o, addirittura, di approvare il bilancio. Sebbene esista infatti un'interpretazione legislativa secondo la quale con il cambio del sindaco decadono anche le nomine effettuate, c'è sempre in piedi un pericoloso precedente che risale a Guglielmo Serio: il commissario dell'epoca azzerò i cda ma si vide dare torto dal tribunale. Motivazione che, per esempio, ha spinto Luisa Latella a non toccare i vertici delle partecipate.

Orlando ha più volte chiesto un passo indietro a tutti i “nominati”, ma finora di risposte ne sono arrivate ben poche. Anche se, dicono i ben informati, il cambio dei cda potrebbe slittare almeno a settembre. Non solo perché vanno ancora approvati i bilanci delle aziende, ma anche perché con un consiglio comunale ancora non insediatosi verrebbe meno il controllo sulle società. Inoltre, la prospettiva di un allargamento della maggioranza potrebbe passare anche dalla guida delle ex municipalizzate. I nomi che circolano sono tanti, su tutti quello di Ettore Artioli, ma a Palazzo le bocche sono serrate.

Altre tema caldo sarà quello delle vicepresidenze del consiglio comunale, su cui la partita è ancora tutta da giocare. Idv non ha ancora convocato una riunione di gruppo per decidere il presidente e il capogruppo, ma soprattutto non è ancora chiaro se i dipietristi interverranno o meno nell'elezione dei vicepresidenti. Con 30 consiglieri Idv in teoria potrebbe eleggere da solo l'intero ufficio di presidenza, anche se lo stesso Orlando ha sempre smentito questa possibilità. E' più probabile che la vicepresidenza vicaria vada a uno fra Pd e Udc e che l'altra sia data al centrodestra, ma è altrettanto probabile che il sindaco voglia comunque influire sui nomi con un accordo trasversale. Al momento non ci sono candidati ufficiali, ma più di una voce racconta di esponenti della vecchia maggioranza alla ricerca di una manciata di voti per tentare il colpo di mano. In quel caso, però, sembra difficile che il primo cittadino non si metta di traverso per impedire a qualche ex assessore di Cammarata di conqustare la poltrona. “Leggo dai giornali di trattative avviate, di rumours che coinvolgerebbero esponenti di Udc e Pd in operazioni per l’elezione dei vicepresidenti – dice il consigliere del Pd Rosario Filoramo - ritengo cosa giusta e seria che ogni discussione si faccia alla luce del sole e coinvolga le forze politiche in una discussione trasparente nell’interesse dei futuri rapporti. E che nessuno nel Pd conduca trattative a titolo personale”.


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