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LO SPOIL SYSTEM

Orlando alla guerra dei teatri
Cda, oltre mille candidature

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comune palermo, cultura, Teatro Biondo, teatro massimo
La de-cammaratizzazione del comune di Palermo è appena agli inizi. I primi cambiamenti nelle posizioni apicali della burocrazia, lo scontro con l'Autorità portuale, la chiusura dell'ufficio Grandi eventi, le richieste di dimissioni ai cda delle partecipate sono solo i primi passi di una demolizione sistematica della macchina del potere targata centrodestra e costruita negli ultimi dieci anni.

E il settore della Cultura, in questo repulisti, non fa certo eccezione. In particolare i teatri cittadini, il Biondo e il Massimo, su cui però Palazzo delle Aquile non ha un controllo diretto come sulle società partecipate. Al Biondo il direttore Pietro Carriglio ha scritto all'assessore alla Cultura, Francesco Giambrone, dicendosi disponibile alle dimissioni ma solo a patto che l'amministrazione comunale garantisca la “sopravvivenza” dello Stabile. Un chiaro riferimento non solo ai 2,3 milioni di euro che piazza Pretoria deve ancora pagare al teatro, ma anche agli spiccioli previsti nel bilancio di previsione. Una mossa che non è per niente piaciuta al presidente Gianni Puglisi, che è andato su tutte le furie definendola “inopportuna”. In effetti, il Comune è solo uno dei quattro soci del teatro e non può decidere in totale autonomia. Palazzo delle Aquile potrebbe però, nell'immediato, nominare nuovi rappresentanti al posto degli attuali (Raffaele Starrabba e Sergio Gelardi) nominati da Cammarata.

Situazione assai diversa al Massimo. Il sindaco, che per statuto è anche il presidente della Fondazione, ha convocato il cda per il prossimo 23 giugno chiedendo contestualmente la documentazione sui bilanci e sui programmi dell'ente. Un palese atto di “sfiducia” nei confronti del sovrintendente Antonio Cognata, assai vicino a Cammarata, che però non sarebbe intenzionato ad alcun passo indietro.

“I cittadini votando me hanno deciso di cambiare pagina – precisa Orlando – e quindi è giusto che si volti pagina ovunque”. Una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi di sorta: Orlando non può intervenire d'imperio, visto che lo spoil system non riguarda solo le società partecipate dove il comune è l'unico socio, ma può fare pressioni, come nel caso del Massimo, per convincere, con le buone o con le cattive, a mollare la poltrona. L'intenzione dell'amministrazione, già dichiarata, è quella di riportare la gestione di tutto il settore nelle mani di Giambrone.

Oggi a mezzanotte, inoltre, scade il termine del bando per la ricerca dei nuovi rappresentanti del comune in enti e aziende: secondo gli uffici, le domande pervenute supererebbero il migliaio, anche se per motivi di privacy per ora non trapelano nomi. Quello che si sa è che le prime candidature sarebbero già state vagliate da un apposito gruppo di lavoro coordinato dall'assessore Cesare La Piana e che le nomine dovrebbero arrivare entro fine giugno.

"Chiedo al sindaco Orlando - commenta il vicepresidente di Sala delle Lapidi Salvo Alotta - di vagliare con attenzione le centinaia di curricula giunti sulla sua scrivania in risposta al bando per i nuovi cda delle società partecipate. Il primo cittadino, in base alle legge, ha già escluso chi negli ultimi anni ha ricoperto la carica di consigliere o assessore. Ma gli chiedo di più: se vogliamo sottrarre le aziende dalle grinfie della politica, come Orlando ha più volte dichiarato di voler fare, escluda anche chi si è candidato al consiglio comunale in occasione delle ultime elezioni".


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