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ANCORA NON CONFERMATO L'INCONTRO PREVISTO PER IL 20

Ex Fiat, i sindacati avvertono: “Pronti a qualsiasi iniziativa”

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Lo scorso 4 giugno il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti, aveva assicurato un nuovo vertice entro il 20 giugno. Sul tavolo, il futuro dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. Ad oggi, però, non è giunta alcuna convocazione.

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L'ultima riunione romana sul futuro dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese si era chiusa con un impegno: ci rivedremo tra 15 giorni. Così il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti, lo scorso 4 giugno, preso atto che l'azienda Dr Motor non è nelle condizioni di risolvere i propri problemi finanziari nei tempi richiesti dal Mise, si era congedato da sindacalisti e governo regionale. “E noi stiamo aspettando – afferma Roberto Mastrosimone (nella foto), segretario della Fiom di Palermo – e continueremo a farlo fino al 20 giugno, data indicata dal ministero per la nuova riunione. È chiaro che,
nel caso in cui dovesse saltare l'incontro del 20, noi ci sentiremo liberi di dar vita a qualsiasi iniziativa per garantire il futuro dei lavoratori”. In ballo, infatti, ci sono due questioni fondamentali: “Il governo nazionale – continua Mastrosimone – si è assunto degli impegni prioritari: portare alla pensione i 640 esodati e garantire un secondo anno di cassa integrazione agli altri lavoratori. Solo dopo sarà possibile cercare nuove soluzioni con la partecipazione attiva della Fiat”.

Ma facciamo un passo indietro. E, in particolare, proprio all'incontro d'inizio mese. In quell'occasione, infatti, Massimo Di Risio aveva chiesto ulteriori 15 giorni “necessari – aveva detto – per trovare una soluzione e definire la trattativa con un partner” capace di portare liquidità nelle casse di Dr e avviare quindi l'attività produttiva nel sito di Termini. Da allora ad oggi, uno scambio di battute al vetriolo tra il ministro Corrado Passera e lo stesso Di Risio sintetizzabile in un “tu non sei in grado, cerchiamo alternative” del primo al secondo e in una lettera di risposta, altrettanto piccata, di Di Risio al ministro, resa nota da Milano Finanza, nella quale l'imprenditore ha scritto: “Tali dichiarazioni stupiscono non poco soprattutto perché rischiano di interrompere definitivamente le trattative che Dr Motor sta portando avanti, dopo aver avuto, solamente in data 13 aprile 2012, indicazioni dal sistema bancario sulle soluzioni da perseguire al fine di ristabilire, nell'ambito di un'azione congiunta, l'equilibrio economico, patrimoniale e finanziario di Dr Motor. Ciò detto, è evidente che le Sue dichiarazioni rischiano tuttavia di pregiudicare tutte le trattative in corso, anche perché rappresentano un passo indietro rispetto a quanto stabilito nella riunione del 4 giugno 2012. Riunione che aveva comunque consentito a Dr Motor di proseguire nel percorso avviato, nella prospettiva di un definitivo superamento delle difficoltà insorte nell'ultimo anno e, quindi, dell'avvio del progetto Termini Imerese”. Peraltro, conclude la lettera, “il discredito generato dagli appellativi da Lei utilizzati ('questo signore') nei confronti della mia persona, oltre che essere offensivo e non giustificato, non fa altro che creare ulteriori difficoltà nella finalizzazione delle iniziative in corso, rese già complicate, come detto, dal pochissimo tempo a disposizione”.

Clima incandescente che non fa altro che rafforzare la “sentenza” in qualche modo scritta da Passera: per Massimo Di Risio non sembra esserci più futuro a Termini Imerese. Dove intanto 2000 famiglie restano ancora in attesa di conoscere il proprio futuro.


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