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OPERAZIONE "TRITONE"

Congelato o spacciato per pregiato
Ecco la frode del pesce

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Pesce importato dal Vietnam, acquistato a due euro al chilo, spacciato per cernia e rivenduto a quindici euro. Ma anche indicazioni di provenienza assenti e cattivo stato di conservazione. Queste le irregolarità più diffuse tra i ristoranti, le attività di rivendita pesce e i negozi di prodotti ittici surgelati a Palermo. Nel mirino della guardia costiera ci sono però anche il porto, i punti di sbarco e i grossi centri di distribuzione. Si tratta dell'operazione “Tritone”, finalizzata al controllo della pesca, al monitoraggio della commercializzazione di prodotti ittici e al contrasto della pesca illegale, portata a termine in questi giorni. Pugno duro, quindi, nei confronti degli aspetti igienico-sanitari e della vendita da parte degli ambulanti non autorizzati. E proprio tra questi, la capitaneria di porto ha riscontrato le anomalie più diffuse, a partire dalla sola esposizione del prezzo e non dei dati identificativi del prodotto, compreso quella della provenienza, da mostrare obbligatoriamente.

L'obiettivo è, infatti, quello di verificare la commercializzazione dei prodotti ittici che arrivano dai paesi extra europei e che vengono venduti nei ristoranti etnici palermitani, in modo da tutelare il consumatore che - come spiegano dalla capitaneria di porto – deve sempre sapere, attraverso i menù cartacei, se il pesce ordinato al tavolo è fresco oppure surgelato. Peccato che gli asterischi solitamente utilizzati per informare il cliente siano spesso assenti: un'anomalia che nel corso dei 489 controlli effettuati ha fatto scattare sanzioni per migliaia di euro. Settantasette i verbali emessi, per un ammontare di 107 mila euro. Ma non finisce qui, perché durante l'operazione “Tritone” sono stati effettuati ben venti sequestri. I provvedimenti hanno riguardato più di quattromila chili di prodotti ittici, molti dei quali venivano spacciati per pesce più pregiato. Primo far tutti, il pangasio, prodotto proveniente dal Vietnam, molto economico, ma rivenduto, per “somiglianza”, come se fosse cernia, al prezzo di quindici euro al chilo. Una frode messa in atto anche col gambero argentino decongelato, in diversi ristoranti del capoluogo venduto come fresco, praticamente appena pescato.

Tra gli ambulanti dei mercatini rionali, invece, è il “pesce ghiaccio” ad essere spacciato per “neonata”: quest'ultima non può più essere pescata e così, i rivenditori, hanno escogitato un escamotage per renderla comunque disponibile al pubblico: si tratta in realtà di pesce adulto, simile soltanto esteticamente alla neonata e, al gusto, molto differente. Inoltre, verrebbe spesso e volentieri rivenduto ai ristoratori sottoforma di panetti congelati. Una tendenza, quella delle frodi al consumatore, che andrebbe avanti – secondo quanto spiega la guardia costiera – da almeno due anni e a macchia d'olio, su tutto il territorio palermitano, dai ristoranti del centro fino a quelli che si trovano nelle borgate marinare, Mondello e Sferracavallo compresi. L'operazione ha permesso, infine, il sequestro di circa quattromila chili di tonno rosso, tre spadare per complessivi 6.500 metri, due reti da posta fissa e tre attrezzi trainanti. "Miriamo a tutelare il consumatore - sottolineano dalla capitaneria di porto - monitorando anzitutto via mare che ogni fase dell'attività della pesca sia corretta. Poi, poniamo l'attenzione sul consumo dei prodotti: il cliente non deve essere preso in giro".


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