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Grandi manovre

Irfis e Sviluppo Italia
Il nominificio segna il passo

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Va deserta l'assemblea dei soci della finanziaria regionale: si allungano ancora i tempi per la nomina del nuovo presidente. Stesso copione per Sviluppo Italia dopo l'abbandono di Vattani. E anche due assessorati restano ancora da coprire.

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Il risiko degli incarichi messo in moto dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, pare essersi fermato per qualche giorno. Dopo la corsa a coprire ogni possibile casella lasciata vuota, tra ieri e oggi la macchina delle nomine ha registrato due fumate nere. Restano ancora senza presidente Sviluppo Italia Sicilia e Irfis. In particolare, ieri, il consiglio d'amministrazione dell'agenzia che si occupa dell'attrazione degli investimenti a sostegno delle imprese, si è riunito aggiornandosi alla settimana prossima senza che sia stata ancora decisa la data di convocazione dell'assemblea dei soci. È in quella sede, infatti, che si dovrà procedere alla nomina del nuovo presidente, dopo le dimissioni dell'ambasciatore Umberto Vattani, il diplomatico chiamato dalla Regione al vertice della società alla fine dello scorso ottobre, che ha lasciato l'incarico all'inizio del mese. Al momento, quindi, restano in carica in rappresentanza della Regione solo i consiglieri Cleo Li Calzi, capo della segreteria tecnica del Presidente della Regione e già presidente della società, e Francesco Tuzzolino.

E con un “non luogo a procedere” si è conclusa anche l'elezione del nuovo presidente dell'Irfis, la finanziaria regionale nata dalle ceneri dell'istituto di mediocredito regionale. La Regione, socio unico, non si è infatti presentata all'assemblea dei soci fissata per stamattina facendo di fatto saltare per l'ennesima volta la nomina del presidente. Poltrona per la quale, in un primo momento, si era parlato dell'assessore all'Economia Gaetano Armao, per poi virare verso l'ex dirigente generale di Banca Nuova Francesco Maiolini, nome sul quale evidentemente non c'è ancora un'intesa definitiva. Per una nuova assemblea non è stata fissata alcuna data per cui si allungano ulteriormente i tempi per la definizione dei vertici della società finanziaria.

Insomma, dopo un attivismo quasi sfrenato sul fronte delle nomine, che gli è costato critiche da destra e sinistra, il governatore sembra tirare il freno. Forse per guardarsi meglio attorno, azzarda qualche deputato dell'Ars che lo conosce bene, e capire dove intervenire nell'ottica della prossima campagna elettorale. Di certo c'è che oltre ai posti di sottogoverno restano vacanti anche due poltrone lasciate libere dagli assessori dimissionari Giosuè Marino (Energia) e Mario Centorrino (Formazione). Per il primo posto si attende ormai dal 29 maggio. Raccontano di un pressing del governatore sul suo ex capo di gabinetto e attuale dirigente dell'assessorato Gianluca Galati, che però non sarebbe andato a buon fine. Il toto-nomine è aperto ma ancora non si sarebbe trovato il successore del prefetto antimafia. Per la poltrona lasciata libera da Mario Centorrino, si è fatto con insistenza il nome della ex dirigente della Formazione e attuale capo di gabinetto di Lombardo, Patrizia Monterosso. Ma anche in questo caso nulla sembra muoversi al momento. Nei corridoi del Palazzo si dice che fino alla metà della prossima settimana non emergeranno novità significative. “A Lombardo certo non dispiace tenersi gli interim, lui è già in campagna elettorale da un pezzo”, commenta un deputato di opposizione di lungocorso. Per quanto, gli ultimi venti dal Palazzo sembrino soffiare verso un allontanamento della data delle elezioni. Cosa che dicono non dispiacerebbe al Pdl, pronto a riconciliarsi con gli autonomisti e con i finiani per riesumare il vecchio centrodestra, mentre a sinistra ci si divide come al solito.

 


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