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Cracolici

"Rifarei l'alleanza con Lombardo
A Palermo siamo andati malissimo"

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Il capogruppo all'Ars, Antonello Cracolici sostiene che il Pd ha perso le amministrative perché ha corso da solo. E non si pente dell'alleanza con Lombardo, considerata uno strumento per disarticolare il centro destra. Ma adesso il feeling con l'autonomista si è interrotto e, con le elezioni regionali alle porte, Cracolici guarda all'Udc.


"Non si può buttare tutto a mare". Non si poteva andare ad elezioni di fronte a un "Lombardo che voleva staccarsi dal berlusconismo". Non si può, oggi, non dialogare con la nuova Udc "decuffarizzata" di D'Alia. L'opinione del capogruppo Pd all'Ars
Antonello Cracolici, dunque, resta la stessa: "Non mi sento sconfitto perché io credo che la prospettiva politica resti quella di andare oltre il centro sinistra" come dice al quotidiano "La Repubblica".

La sconfitta di cui parla il deputato regionale è quella delle amministrative, dove, ammette: "Siamo andati malissimo". Ma non per colpa sua e non per colpa dell'alleanza con il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. La verità, secondo Cracolici, è che "ci siamo chiusi in un recinto. Lo sconfitto non sono io che, invece, chiedevo alleanze larghe".

Insomma, Antonello Cracolici ripercorrerebbe uno per uno ogni passo fatto. Anzi, farebbe di più, perché sin da quando "iniziò il corteggiamento, intuimmo, qui prima che nel resto d'Italia, che il monolite centrodestra si stava sgretolando". E il democratico ripete: "Credo che qualcosa di importante sia stato fatto". Con il leader del Mpa "malgrado fosse Lombardo - ammette Cracolici - si poteva intraprendere un percorso di riforme". Ma Cracolici non aveva "scommesso su un uomo", il governatore restava "lo strumento attraverso il quale disarticolare il centrodestra". Un'operazione chirurgica, niente di più. Ecco perché, ora, il motivo per cui il 'feeling' col presidente della Regione si è dissolto, è da ricercare nella fine dell'esecutivo tecnico: "Lombardo ha mutato unilateralmente la natura del governo, e questo - spiega Cracolici - muta il rapporto tra noi e lui".

E adesso c'è l'Udc, indipendentemente dal centro sinistra, che resta sì "un valore", ma "il Pd non può rimanere prigioniero di nessuna prima donna. Né - ripete Cracolici - confinarsi dietro un recinto". Ed è stato proprio lui il fautore di questo dialogo con il partito di D'alia, che il deputato definisce "decuffarizzato", con il quale si va verso la sfiducia al governatore. "Ecco - spiega il capogruppo Pd - D'Alia così come il mondo cresciuto attorno a Lombardo, penso a Massimo Russo e a Caterina Chinnici, devo considerarli miei avversari? Non si può buttare tutto a mare".


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