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L'ASSESSORE TRA PUBBLICO E PRIVATO

Un altro Barbera a servizio della città
"Il nuovo stadio? Papà sarebbe contento"

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comune palermo, giuseppe barbera
Il rapporto con la città è ormai una caratteristica di famiglia. Suo padre, Renzo, è stato per anni il presidente del Palermo calcio, “quando fare il presidente era quasi un servizio alla città”, così amato dal pubblico da meritarsi l’intitolazione dello stadio. E suo fratello Ferruccio, pubblicitario di successo scomparso prematuramente, ha collaborato con la giunta Orlando negli anni Novanta.

Un cognome, Barbera, che oggi riecheggia di nuovo nei corridoi di Palazzo delle Aquile. Ma stavolta di tratta di Giuseppe, 63 anni, docente universitario di Colture Arboree, chiamato dal Professore in giunta per occuparsi di Verde, vivibilità, innovazioni tecnologiche ed eventi sportivi. “Non sono mai stato iscritto a un partito – dice Giuseppe Barbera a Livesicilia – ma ho sempre fatto politica: c’ero nel ’68 e ho continuato ad esserci nei decenni successivi. All’inizio degli anni Ottanta, per esempio, quando nacque il movimento ambientalista e io ero un giovane ricercatore che, per difendere gli alberi, arrivò addirittura ad incatenar visi. O negli ultimi tempi, quando ho collaborato con l’amministrazione Cammarata per il parco Cassarà e piazza Marina”.

Il suo nome è stato un colpo a sorpresa del Professore, che lo ha chiamato qualche giorno prima della presentazione della giunta. “Quando mi ha contattato la prima volta – rivela Barbera – gli ho detto che ero disposto a fare tutto, anche scrivere tre righe sui giardini. Forse è per questo entusiasmo che mi ha scelto come assessore”. Le aspettative della città sono tante e Barbera lo sa. E a chi gli domanda perché ha accettato, risponde: “Prima era dall’altra parte del tavolo, a pressare l’amministrazione. Ora sono qui, anche per il mio amore per la natura. Tanto che uno dei miei libri, editi dalla Mondadori, si chiama proprio ‘Abbracciare gli alberi’”.

I primi giorni da assessore sono stati frenetici e, tra le iniziative in cantiere, anche il rilancio del parco della Favorita. “Quando in campagna elettorale sentivo che doveva diventare come il Central Park o l’Hyde Park, mi veniva da sorridere. La Favorita può essere molto di più, non le manca niente: c’è storia, natura, i graffiti dell’Addaura, Mondello. Sarà il prossimo teatro Massimo della città, per il suo valore simbolico”.

E sugli eventi sportivi, ha le idee chiare: “L’ultimo evento sono stati i Mondiali, ora avremo la regata Palermo-Montecarlo, gli internazionali di tennis, la coppa degli assi. Il nuovo stadio? Non ero d’accordo all’inizio, perché non possiamo continuare a cementificare, ma oggi è diverso. Costruiamolo al posto del Velodromo, grazie a un importante imprenditore come Zamparini, e trasformiamo il Barbera in una struttura per gli altri sport che hanno bisogno di spazi adeguati. Papà sarebbe contento”.

 


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