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Caso Contrada, la Cassazione

Il Pg: "Nessuna nuova prova
No alla revisione del processo"

bruno contrada, cassazione, revisione, Cronaca

Per il pg della Suprema Corte è "inammissibile" il ricorso dell'ex numero due del Sisde.

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La Procura della Cassazione ha appena chiesto, innanzi ai giudici della Seconda sezione penale, di dichiarare "inammissibile" il ricorso dell'ex numero due del Sisde, Bruno Contrada, contro la decisione della Corte d'appello di Caltanissetta che lo scorso 8 novembre ha detto 'no' alla richiesta di revisione del processo nel quale è stato condannato a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Per la Procura non ci sono "prove nuove" per riaprire il caso.

Ad avviso della Procura della Suprema corte, il "nucleo centrale della prospettazione probatoria" sostenuta dalla difesa di Contrada fa riferimento a "circostanze che emergono dal libro del magistrato Antonio Ingroia 'Il fallimento degli dei' delle quali è stato esclusa in maniera ineccepibile in carattere di 'prova nuova' necessario per mettere in discussione una condanna irrevocabile".

"Per altro - ha aggiunto la Procura nella sua requisitoria - non sono nemmeno indicate le circostanze in base alle quali la difesa sostiene la tesi del complotto dei pentiti ai danni di Contrada". In proposito la Procura ha osservato che "dalla indagine difensiva sul pentito Scarantino non è emerso alcun elemento dal quale dedurre sostegno alla tesi del complotto perché il pentito ha riferito di non aver avuto alcuna sollecitazione dalla polizia per indurlo a dire il falso". Infine la Procura ha sottolineato che "nessun carattere di novità come 'prova nuova', e nessuna rilevanza, può essere data a una lettera di stima che il presidente Cossiga scrisse a Contrada".


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