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"Il cortile dei gentili" a Palermo
Due giorni per il dialogo

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Sbarca domani a Palermo “Il Cortile dei Gentili”. L’iniziativa – promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Palermo e l’Università degli Studi di Palermo – vedrà credenti e non-credenti confrontarsi su una sfida cruciale: rispondere con la cultura del dialogo e del diritto, radicata nella grande tradizione multireligiosa e multiculturale siciliana, all’incultura della criminalità organizzata e aprire ponti di dialogo con ogni espressione religiosa. Ad aprire i lavori, domani (giovedì 29 marzo) alle 20 nel Duomo di Monreale sarà il cardinale Gianfranco Ravasi, con una conferenza su “Società, cultura, fede”. Il giorno successivo, venerdì 30 marzo, il Cortile si trasferisce a Palazzo Steri, sede del Rettorato dell’Università di Palermo, dove tutte le principali sale sono state collegate in videoconferenza per accogliere il pubblico. Qui, a partire dalle 9.30 si terranno due sessioni di dialoghi. Filosofi, religiosi, giuristi , storici e intellettuali, si confronteranno in quattro panel dedicati a “Diritto divino e giustizia umana”, “Religioni e diritti umani”, “Pluralismo e universalismo”, “Religioni e spazio pubblico”. Tra i relatori, il filosofo Remi Brague, Giuliano Amato, Gian Enrico Rusconi, il medievista Henri Bresc, Nando Dalla Chiesa.

A Palermo e in Sicilia, il Cortile dei Gentili pone al centro due valori fondamentali quali la Giustizia, nello snodo tra moralità e legalità, e la tradizione multireligiosa e multiculturale che ha contraddistinto l'Isola mediterranea rendendola “casa delle culture che hanno animato le rive del “Mare tra le terre”: buona pratica di una terra chiamata ancor oggi a sviluppare la sua naturale vocazione al dialogo tra le religioni e tra le civiltà di fronte al vasto movimento del risveglio dei popoli arabi della riva sud ed orientale del “Mare nostrum”. Il Cortile può fare di più, mostrando che quei due valori fondamentali sono intimamente intrecciati, dal momento che il dialogo tra le religioni e il dialogo interreligioso e interculturale costituiscono una risorsa cruciale per elaborare e diffondere nelle pieghe della società siciliana la cultura della legalità e per contribuire a rafforzare il tessuto democratico e spirituale.

Si tratta di un impegno tanto più urgente e nobile se si pensa che la mafia, anche grazie alla crisi economica mondiale, è divenuta la prima impresa italiana per fatturato, assurgendo nel medesimo tempo a inquietante soggetto globale con potenti ramificazioni in Europa, nelle Americhe e in Africa. E’ importante ricordare che Palermo, oggi nel mondo, è contemporaneamente un simbolo doppio: è la capitale della mafia, ma è anche la città-simbolo della lotta alle mafie: proprio qui, nel dicembre del 2000, è stata firmata la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transazionale.


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