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Issvir e Aram, i dipendenti:
"Da mesi senza stipendio"

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aram, enti, formazione, issvir, Cronaca, Politica
“Siamo senza stipendio ormai da otto mesi”. La frase è simile a quella di tanti dipendenti della Formazione professionale, ma la storia dell’Issvir è, a suo modo, peculiare. Quei ritardi, denunciano infatti i lavoratori, non dipendono dall’assessorato regionale, bensì dall’ente stresso. Già, perché i soldi, per pagare quegli stipendi ci sarebbero. Almeno dal novembre del 2011. Ma, per un motivo o per un altro, i vertici dell’Issvir non sono riusciti a “riscuotere”, lasciando in grossa difficoltà, appunto, chi in quell’ente lavora.

“A dire il vero – racconta Girolamo Ferrante, uno dei dipendenti dell’Issvir – fino all’agosto scorso, i nostri stipendi arrivavano puntuali. Abbiamo sofferto, come tutti gli altri enti, qualche intoppo dovuto, ad esempio, all’ultima approvazione del Prof, ma nulla di particolare”. Qualcosa cambia, dicono i lavoratori, quando il vecchio presidente, Francesco Cavallaro, viene sostituito da Francesca Giardina.

“Da quel momento – incalza un altro lavoratore, Aldo Messina – non abbiamo più visto un euro. Attendiamo infatti le mensilità da settembre a oggi, compresa la tredicesima”. Cosa ha impedito il pagamento degli stipendi? Lì sta il nodo. Secondo i lavoratori, la responsabilità sarebbe proprio dei vertici dell’Issvir che non sarebbero stati in grado di produrre la documentazione necessaria per sbloccare i mandati. Mandati di un ente medio, da diecimila ore, che nell’ultimo bando, l’Avviso 20, è stato finanziato con 1,4 milioni di euro.

“Qualcuno forse credeva di aver fatto tredici finendo alla guida di queste ente”, insinuano altri lavoratori. Facendo riferimento ai probabili riferimenti politici dell’Issvir. Alla base dei quali starebbe il “turn-over” al vertice. Francesca Giardina, il presidente, infatti, è figlia di Giovanna Crifò, consigliere comunale a Messina tra le fila del Pdl, assai vicina al deputato regionale e sindaco della città dello stretto Giuseppe Buzzanca (contro il quale, a dire il vero, pende una querelle giudiziaria sull’incompatibilità delle due cariche). E a conferma del diretto interesse della Crifò sull’Issvir, è la vicenda raccontata (e verbalizzata) dagli stessi lavoratori, di un viaggio a Messina nella sede centrale dell’ente, dove sono stati ricevuti non dalla presidente Giardina, ma dalla madre, appunto. E persino nei locali del Comune.

A dire il vero, a cavallo del Natale scorso, l’assessorato aveva liquidato i primi due mandati di pagamento (su quattro complessivi). “Ma erano quelli di portata minore – spiega Giuseppe Mari, un altro lavoratore – e con quelli non ci paghi gli stipendi”. Intanto, quegli stessi dipendenti presto dovranno lasciare i propri locali in via Sampolo: “Siamo in sfratto – ha detto Girolamo Ferrante – per morosità che ammontano a circa 65 mila euro, senza contare i 110 mila euro di fatture non pagate”. Ma intanto, il primo problema da risolvere è quello degli stipendi. E alcuni dei dipendenti si sarebbero già rivolti agli avvocati.

Ti allontani di qualche chilometro, e raggiungi la sede dell’Aram. Ente storicamente “sponsorizzato” da un altro big del Messinese, Francantonio Genovese (nella foto), è in grande fermento. I cinquanta dipendenti della sede palermitana, infatti, sono sul piede di guerra: “Non abbiamo ricevuto gli ultimi tre stipendi e mezzo, oltre all’ultima tredicesima – racconta Federico Honorè, uno dei lavoratori – anzi, non si tratta nemmeno di stipendi, bensì delle mensilità della cassa integrazione”. Un’anticamera verso il licenziamento, secondo i lavoratori: “Abbiamo incontrato il dirigente generale Albert, ma non abbiamo avuto risposte rassicuranti”. In realtà, nell’Avviso 20 è prevista una sorta di premialità per gli enti che assumono dipendenti in mobilità o in cassa integrazione: “Tutto bello, a parole. La verità – prosegue Honorè – è che, ad esempio nel nostro caso, i dipendenti in esubero sono quasi tutti impiegati amministrativi. Non saranno mai assorbiti”.

Per questo, ai lavoratori dell’Aram, anche la “svolta” della Formazione siciliana sul Fondo sociale Europeo, appare solo un’ipocrisia: “Hanno parlato di rivoluzione – aggiunge il dipendente – in realtà, l’unico scopo che ha il governo regionale è quello di operare nuove assunzioni. Tra tutti i dipendenti degli enti in esubero, almeno in 500 non verranno mai riassorbiti. E verranno rimpiazzati con nuovi assunti. Noi – conclude – evidentemente non eravamo ‘potenziali’ elettori dei partiti del governo. Adesso, con i soldi europei, finiranno per fare campagna elettorale”.


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