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Il presidente della Regione Lombardo

"Il Pdl condizionerà Costa
Così come ha già fatto con Cammarata"


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“Il problema non era solo Costa, ma la compagnia”. Con queste parole, il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha commentato, negli stessi minuti in cui il segretario del Pdl Angelino Alfano “battezzava” la candidatura di Massimo Costa, la rottura di qualche giorno fa con l'ex presidente del Coni, inizialmente scelto come candidato sindaco del Terzo polo.

“La presenza del Pdl ha cambiato tutto – prosegue Lombardo – e Costa lo sapeva benissimo. Lo avevo detto e lo ripeto, noi non potevamo correre insieme a chi ha rappresentato l'esperienza di Cammarata”. Anzi, nel discorso di Lombardo, il “peso” delle responsabilità sulla gestione della città di Palermo, va più cercato nel “partito” che nel sindaco: “Quasi mi sento di assolvere Cammarata – spiega il governatore – visto che ogni sua azione è stata dettata e mossa dal Pdl”. Una situazione che potrebbe replicarsi: “Anzi, - attacca Lombardo – ritengo che un candidato giovane come Costa possa essere maggiormente condizionato dai partiti che stanno sostenendo la sua corsa”.

Insomma, l'obiettivo degli strali del governatore è quel partito che contribuì a farlo eleggere Presidente della Regione, ma dal quale s'è separato qualche anno fa non senza polemiche: “Il Pdl – continua l'affondo di Lombardo – è in grado di far diventare pessimo qualsiasi sindaco. Per questo avevamo imposto, nella riunione tra i partiti che sostenevano Costa, di non far riferimento al Pdl. E non è un caso che l'unico partito che ha trovato espressamente posto in quel comunicato unitario fosse l'Api, non certo il Pdl”. Eppure, c'era quel passaggio, quell'apertura ai “movimenti politici”, in molti avevano letto come un invito ad altri partiti, Pdl compreso, idea confermata dalla conferenza stampa di Costa, il giorno dopo: “Costa ha tradito la fiducia di tutti, in quel momento. Abbiamo fatto riferimento a 'movimenti politici, riferendoci a liste civiche e ad altre forze che si muovono sul territorio. Il Pdl mica è un 'movimentino politico'...”.

E dopo la rottura, ecco la scelta di Alessandro Aricò, “candidato serio e preparato”, che può certamente ambire “ad approdare al ballottaggio, dove servirà almeno il 30% delle preferenze”. E per favorire la corsa del deputato di Fli, Lombardo annuncia che “si sta lavorando ad ampliare le liste in appoggio ad Aricò. Al momento sono quattro, oltre a quella di Fli. Ma dialoghiamo anche con altri partiti”. Tra questi, non c'è l'Udc: “Credo che la sua scelta sia definitiva, visto che si è espresso anche per bocca di Casini. Grande Sud? Vedremo, ma anche loro hanno scelto di stare dalla parte del Pdl...”. Nonostante la rottura con questi due partiti, considerati i meno “ostili” tra gli oppositori, però, Lombardo ha annunciato “un rimpasto in giunta regionale, dove servirà in quid in più di politica. Nei prossimi giorni – conclude il governatore – incontrerò gli alleati e definiremo tutto”.


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