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Quattro nuovi indagati
nel processo ai fratelli Lombardo

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Catania, fratelli lombardo, processo, Catania, Cronaca
Ci sono quattro nuovi indagati nel filone che vede imputati i fratelli Raffaele e Angelo Lombardo con l'accusa di voto di scambio senza l'aggravante del favoreggiamento alla mafia. Si tratta del capomafia catanese Vincenzo Aiello, imputato di associazione mafiosa nel processo Iblis, del boss di Palagonia Rosario Di Dio, del geologo dell'Mpa Giovanni Barbagallo, imputato di associazione mafiosa sempre in Iblis, e del pentito Gaetano D'Acquino, già affiliato al pericoloso clan “Cappello”.

Tutti e quattro hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dai pubblici ministeri Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro e sono accusati di voto di scambio “in concorso tra loro e con il concorso morale di Angelo e Raffaele Lombardo, nelle qualità di esponenti delle associazioni di tipo mafioso Cosa Nostra i primi tre e clan 'Cappello' il quarto, in cambio di generiche promesse di aiuti ricevute dai fratelli lombardo direttamente e per interposta persona per il rilascio di concessioni e di autorizzazioni, per l'aggiudicazioni di appalti, per l'elargizione di pubbliche erogazioni per assunzione di impieghi a favore di appartenenti (…) promettevano e somministravano denaro e altre utilità a più elettori per ottenere il voto in favore di Angelo Lombardo candidato alle elezioni politiche del 2008 alla camera dei deputati e del Mpa di cui Raffaele Lombardo è leader politico".

I fratelli Lombardo sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di voto di scambio senza aggravante mafiosa “perché - sostengono i pm Patanè e Zuccaro - in concorso tra loro determinavano esponenti delle associazioni di tipo mafioso Cosa Nostra e clan Cappello, tra cui Aiello Vincenzo, Di Dio Rosario, Barbagallo Giovanni, D'Aquino Gaetano, Fichera Sebastiano, Vaccalluzzo Salvatore e Pardo Orazio, a promettere ed a somministrare denaro ed altre utilità a più elettori per ottenerne il voto in favore di Lombardo Angelo, candidato alle elezioni politiche del 2008 per la Camera dei Deputati e del Movimento per l'Autonomia, di cui Lombardo Raffaele è il leader politico, per le medesime elezioni politiche del 2008 al Senato ed alla Camera dei Deputati. Condotta dei fratelli Lombardo consistita nell'avere indotto gli esponenti dei predetti sodalizi mafiosi al sostegno elettorale in loro favore... mediante generiche promesse di aiuti per il rilascio di concessioni e di autorizzazioni, per l'aggiudicazione di appalti, per l'largizione di pubbliche erogazioni, per l'assunzione di impieghi in favore di appartenenti agli stessi sodalizi mafiosi o di imprese dagli stessi direttamente o indirettamente controllate”.


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