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Alitalia e Wind Jet

Se la Sicilia non vola più
Riggio: "Non si aggravino i costi"

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alitalia, low cpst, wind jet, Economia
Per la Sicilia il sogno di volare è durato meno di 10 anni. Era il 2003 quando l’imprenditore etneo Antonio Pulvirenti, patron del Catania Calcio, mise in piedi Wind Jet, compagnia aerea low-cost nata per portare gli isolani in giro per l’Italia e, qualche anno dopo, per la Russia e l’Europa. Poco tempo prima ci aveva provato Luigi Crispino con Air Sicilia, ma fu quasi subito un flop.

E ora? La concorrenza degli stranieri low-cost sta mettendo a dura prova i cieli del Belpaese tanto che Wind Jet potrebbe finire nell’orbita di Alitalia. Nei giorni scorsi è stata avviata la procedura di integrazione che riguarda anche Blu Panorama. Il momento è difficile e nessuno “vola” nell’oro. Lo ammette la stessa compagnia che in una nota fa sapere che così «le tre compagnie puntano all’integrazione industriale con l’obiettivo del consolidamento per affrontare il mercato del trasporto aereo che sta mettendo a dura prova big come Air France e American Airlines e che, in Italia, ha spazzato via Lufthansa Italia e piccoli vettori da Myair a AirAlps, a Alpi Eagles, a Livingston che hanno portato i libri in tribunale». Da qui la decisione di acquisire le altre due aziende dei cieli.

I dettagli dell’operazione non sono stati ancora resi noti, anche se si parla di uno scambio azionario tanto che Pulvirenti potrebbe diventare socio di Alitalia. In cambio Wind Jet porterà in dote una flotta di 12 aerei e un bacino potenziale di 2,8 milioni di passeggeri. Non si sa ancora se l’integrazione determinerà tagli al personale o accorpamenti. «Anche noi aspettiamo di sapere qualcosa di più», dice a Live Sicilia Massimo Polimeni, direttore commerciale di Wind Jet. «Il management non sa nulla di questa operazione. È una cosa che ha gestito direttamente l’azionista». Va da sé che al momento è accantonato qualsiasi nuovo progetto, come per esempio la quotazione in Borsa dell’azienda siciliana. «Avevamo programmato – dice Polimeni – un aumento di capitale propedeutico all’approdo a Piazza Affari. È chiaro che adesso gli scenari sono completamente cambiati». E non solo per Wind Jet. Il rischio di questa “fusione” è che in Italia si torni a una sorta di monopolio dal momento che, tolte Wind Jet e Blu Panorama dal mercato, in pista rimarrebbe soltanto Meridiana. Altro che liberalizzazioni. In economia vale una regola: senza concorrenza, i prezzi aumentano. E a pagare di più sarebbero i siciliani che già in tema di trasporti hanno tirato fuori i forconi. Le associazioni dei consumatori si sono già appellate all’Autorità garante della concorrenza e del mercato che da qualche mese è guidata dal palermitano Giovanni Pitruzzella.

Scettico sull’operazione è invece un altro siciliano, Vito Riggio (nella foto), presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile). «L’Enac non è stata informata di questa operazione», dice a LiveSicilia Riggio. Che aggiunge: «Pertanto abbiamo già scritto ad Alitalia per avere delle delucidazioni. Di certo questa è materia dell’Antitrust, ma negli ultimi anni l’Enac ha fatto piazza pulita delle compagnie che non avevano le carte in regola per stare sul mercato». «Da siciliano – prosegue – mi auguro che Alitalia mantenga un vettore low-cost, altrimenti sarebbe un aggravio pesante sui costi del Mezzogiorno».


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