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L'onorevole: "Sono serena". Sale l'indagometro

Giulia Adamo e l'abuso d'ufficio
La Cassazione: processo da rifare

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La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con la quale il capogruppo dell’Udc all’Ars,
Giulia Adamo, era stata assolta, nel 2008, dal reato di abuso d’ufficio. Per Adamo dunque il processo d’appello è da rifare. L’inchiesta è della Procura della Repubblica di Trapani, e risale a fatti commessi nel 2004, quando Giulia Adamo era Presidente della Provincia Regionale di Trapani. Per Adamo il sostituto Franco Belvisi aveva chiesto tre anni di reclusione.

Giulia Adamo è accusata di aver chiesto la sostituzione del rettore del Convitto per Audiofonolesi di Marsala, Anna Maria Adamo, con una persona di sua fiducia, minacciando in caso contrario l’interruzione dell’erogazione dei finanziamenti all’ente da parte della Provincia. II rettore in questione non fu sostituito ed effettivamente il Convitto non ricevette il finanziamento per l’anno 2004, pari a circa 140.000 euro. Secondo gli inquirenti, la dirigente "era un soggetto a lei inviso, politicamente non vicino, non permeabile e non disponibile a tollerare intromissioni nella direzione dell'istituto".

La dottoressa Anna Maria Adamo sarebbe stata costretta a chiedere, a causa del blocco dei fondi, di essere sollevata dall'incarico. Pochi giorni dopo le dimissioni, l’ incarico andò alla professoressa Milena Vinci, da sempre vicina - politicamente - a Giulia Adamo. Le somme dovute furono sbloccate ed erogate. Gli inquirenti contestano all'onorevole Giulia Adamo di avere abusato dei propri poteri effettuando una indebita interferenza in un’ attività prettamente amministrativa riservata al dirigente del competente settore. L'ex presidente della Provincia, oggi capogruppo dell’Udc all’Ars, quando fu interrogata dal pubblico ministero nel corso del dibattimento, respinse con forza tutte le accuse. "Ho sempre agito alla luce del sole", disse rispondendo alle domande del magistrato. "Mi sono sempre battuta per impedire inutili sperperi di denaro".

La sentenza di assoluzione è del 24 luglio 2008 (Presidente Gaetano Trainito). Giulia Adamo era assistita allora dall’avvocato Stefano Pellegrino, che sostenne che la sua cliente aveva agito “per impedire una cattiva gestione della cosa pubblica”. I giudici ritennero riscontrata la contestazione (la minaccia di non erogare contributi se non ci fossero state le dimissioni), ma siccome poi le dimissioni ci furono effettivamente, e non ci fu l’interruzione di alcun servizio, decisero per l'assoluzione. Su questo punto ha fatto leva il ricorso della Procura, accolto in Cassazione.

Per Giulia Adamo è un nuovo strascico giudiziario della sua attività di presidente della Provincia di Trapani (carica ricoperta dal 1998 al 2005). A dicembre, per una vicenda riguardante la proroga degli incarichi dirigenziali a tempo determinato è stata condannata al risarcimento di 6.300 euro per danno erariale da parte della Corte dei Conti. Due mesi prima, sempre la Corte dei Conti aveva condannato Adamo al risarcimento di altri 45.000 euro per la nomina di quattro consulenti esterni conferiti “contra legem e senza giustificazione”. Questa la sua dichiarazione: “Attendo serenamente di conoscere le motivazioni della Corte Suprema di Cassazione che ha annullato la sentenza di assoluzione nei miei confronti. I fatti a me contestati sono stati ampiamente sviscerati nel corso di due processi. Sia in primo grado che in Appello sono stata assolta dall'accusa di concussione “perché il fatto non sussiste. Nel corso del dibattimento è peraltro emerso che ho agito nell'interesse pubblico e dei bambini audio fonolesi affinché avessero un buon servizio. Resto comunque fiduciosa nell'operato della magistratura”. I deputati protagonisti dell'indagometro ora sono 28.


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