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Le intese, Palermo 2012

Il Pdl e Alfano riuniti a Roma
Prove d'accordo con l'Udc

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Anche il Pdl, in un certo senso, è già “oltre” Diego Cammarata. Questa sera il gruppo azzurro all'Ars incontrerà il segretario del partito Angelino Alfano. E sul tavolo della discussione ci sarà un menu ricco: Comune, Regione e anche la guida del governo nazionale.

Livelli che si incrociano e si richiamano per disegnare le future strategie del Pdl. Al di sopra dei dubbi e dei nodi da sciogliere, però, c'è una certezza: le elezioni per il dopo-Cammarata, Angelino Alfano non le vuole perdere per nessun motivo al mondo. Si tratterà, è bene ricordarlo, del primo test con Alfano segretario. Un test che si svolgerà nella “sua” Sicilia. Un voto che potrebbe rafforzare o indebolire la sua possibile candidatura a premier alle prossime politiche.
E per non perdere, Alfano sa bene che bisognerà trovare un candidato in grado di raccogliere la più ampia coalizione possibile. Sembra che tra Pdl e Udc ci sia già qualcosa che somiglia a un accordo, dal quale potrebbe discendere anche la scelta, oltre che del candidato sindaco di Palermo, anche del presidente della Regione siciliana.

Per sintetizzare brutalmente, in vista di riavvicinamento tra i due ex alleati, Casini avrebbe “aperto” a un possibile sostegno ad Alfano come premier. Una disponibilità che verrebbe “ripagata” dalla possibilità, per l'Udc, di presentare un proprio candidato in alcune regioni. Tra cui la Sicilia. Dove non è più così impraticabile l'ipotesi di una candidatura di Giampiero D'Alia, appoggiato dal Pdl. L'unica remora starebbe nel fatto che, in quel caso, si tratterebbe per il Pdl dell'ennesima “cessione” di Palazzo d'Orleans a un alleato, nonostante gli azzurri ricoprano tutt'ora il ruolo di partito maggiore nel centrodestra.

Da Roma a Palermo, però, il passo è breve. E la candidatura del rettore Roberto Lagalla potrebbe far quadrare i conti. E accontentare anche gli alleati del Pid che attraverso le parole del capogruppo all'Ars Rudy Maira non hanno escluso persino un'apertura all'Mpa di Lombardo, per un “cartello” dei popolari suggellato appunto da una figura più o meno “esterna” come quella di Lagalla.

La scelta di avvicinarsi all'Udc, anche in vista di una possibile candidatura di D'Alia alla Regione, in un certo senso, potrebbe essere confermata dalle recenti dichiarazioni di Grande Sud, che proprio oggi hanno deciso di “correre da soli” nelle amministrative palermitane. Gianfranco Micciché, infatti, secondo alcuni addetti ai lavori, nelle settimane scorse avrebbe chiesto al Pdl, come garanzia in cambio del sostegno alle amministrative e alle prossime Regionali, la sua candidatura a Palazzo d'Orleans. Una “cambiale in bianco” che Alfano non avrebbe voluto firmare. E tra pochi minuti la questione verrà sollevata nuovamente dai deputati regionali. Ogni tema, una spina. D'Alia presidente della Regione toglierebbe per l'ennesima volta al Pdl la possibilità di puntare a Palazzo d'Orleans. Quella di Lagalla scontenterebbe molti onorevoli, offesi dopo un'intervista di qualche mese fa. Ma oggi più che mai, i discorsi sulla politica siciliana sembrano avere chiari accenti romani.


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