Live Sicilia

Il toto-nomine dopo le dimissioni

Arriva il commissario
Ecco chi sono i papabili


cammarata, commissario, dimissioni, Politica
Il nome della prossima guida del comune di Palermo sarà contenuto in una busta chiusa che l'assessore regionale alle autonomie locali e alla Funzione pubblica
Caterina Chinnici consegnerà al presidente della Regione Raffaele Lombardo. A dire il vero, l'ultima parola spetta al governatore, che potrà dare il proprio assenso, o indicare un'altra persona in possesso dei requisiti di legge. Poco più di una formalità. Il nome verrà ovviamente concordato all'interno dell'esecutivo regionale.
Palermo verrà commissariata, quindi. E l'iter burocratico che porterà alla scelta del commissario inizierà con la comunicazione ufficiale delle dimissioni di Diego Cammarata, che il segretario generale del Comune dovrà comunicare ufficialmente al dipartimento delle autonomie locali. A quel punto, verrà istruita la pratica che non ha un termine temporale bene definito: il nome del commissario può essere scelto domani, come tra un mese. Ma è pensabile che la Regione intervenga nel più breve tempo possibile, così come annunciato in qualche modo dal presidente Lombardo: “La Regione, che ha titolarità per nominare in tempo brevissimo un commissario, - ha detto il presidente della Regione - farà, come sempre ha fatto, la sua parte e tutti gli sforzi saranno orientati al rilancio di questa meravigliosa città”.

E per rilanciarla, sarà importante trovare un nome credibile, che allo stesso tempo risponda ai requisiti richiesti dalla legge, ma che possa anche incidere con efficacia sulle disastrate casse del Comune. Il commissario sarà scelto tra dirigenti regionali o dello Stato in  servizio o in pensione, tra i segretari comunali e provinciali in servizio, tra i funzionari direttivi degli enti locali con almeno 5 anni di esperienza in funzioni ispettive e direttive.

Così, anche se è ancora molto presto, iniziano a circolare le prime indiscrezioni sui nomi: si parla di Nino Scimemi, ex capo di gabinetto di Lombardo, di Enzo Emanuele che ha già ricoperto il ruolo di commissario al Comune di Catania tra il marzo e il giugno del 2008. Da non escludere l'ipotesi di Giovanni Bologna. Ma diventa credibile anche l'ipotesi di Giosuè Marino (nella foto, che in quel caso dovrebbe dimettersi dalla carica di assessore regionale) nel caso in cui Raffaele Lombardo e il suo governo decidano di puntare su un nome “spendibile” anche per la successiva campagna elettorale prevista per la primavera.

Nel frattempo, in attesa dell'arrivo del commissario, la carica di sindaco verrà ricoperta dal vice, Pippo Enea. La giunta comunale, però, così come specificato dall'articolo 203 dell'Ordinamento amministrativo degli enti locali, si scioglierà con la nomina del commissario appunto. Fino ad allora, in base all'articolo 156 dell'ordinamento, “il vice sindaco e la giunta esercitano le attribuzioni indifferibili di competenza del sindaco e della giunta”. Il consiglio, invece, rimane “in carica fino a nuove elezioni che si svolgono contestualmente rispettivamente alle elezioni del sindaco o del presidente della provincia regionale da effettuare nel primo turno elettorale utile”.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php