Live Sicilia

L'analisi

Rita, Sel e le primarie
Il day after di Crac


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Nella quotidiana partita a scacchi tutta interna al Pd siciliano può capitare che chi rida oggi pianga domani e viceversa. E che una vittoria si riveli di Pirro a distanza di 24 ore. Ogni giorno ha la sua pena. Ma le pene, nel turbolento partito di Lupo e Cracolici, si distribuiscono un po' fra tutte le variegate anime che lo compongono.

Prendete Antonello Cracolici e la sua corrente. C'è chi addita il capogruppo all'Ars come una sorta di quinta colonna lombardiana nel Pd. Ma il politico palermitano fin qui ha solo portato avanti, con coerenza e determinazione, un disegno politico, che passando dal ribaltone che ha portato i democratici al governo, dovrebbe approdare alla nascita di una grande alleanza tra Pd e Terzo Polo per le prossime elezioni, un'alleanza, nei propositi di Cracolici e dell'alter ego Beppe Lumia, in grado di sconfiggere “la destra berlusconiana”.

Fin qui, a furia di strattoni, Cracolici e i suoi sono riusciti a mantenere il partito nel solco a loro gradito, anche grazie all'intesa con gli ex dc di Innovazioni. Un paio di grane intralciavano il percorso: la candidatura a Palermo di Rita Borsellino, che tratta Lombardo come un vampiro l'aglio, e il referendum con il quale gli “antilombardiani” intendevano affossare l'abbraccio al Terzo Polo. Se dalla Borsellino arrivavano segnali di un possibile ritiro dalla corsa, il referendum aveva fatto infuriare l'alleato Lombardo, che aveva minacciato i democratici di essere pronto a cacciare i loro assessori se entro 48 ore l'ipotesi referendum non sarebbe saltata.

La riunione del gruppo democratico all'Ars ha partorito – 27 ore prima della scadenza dell'ultimatum – una posizione unitaria che ha messo in naftalina il referendum. Quel referendum a cui la Borsellino e anche Sel guardavano con sospetto, perché un'eventuale vittoria del sì avrebbe messo il sigillo sulla linea filolombardiana che hanno da sempre avversato. Ed è così che a stretto giro di posta la Borsellino ha sciolto le riserve candidandosi e Sel s'è ricompattata con il Pd sulle primarie, che stavolta sembra proprio si faranno. Insomma, in un colpo solo, nel giro di una manciata d'ore, Cracolici e i suoi devono mandare giù il ricompattamento dell'alleanza di sinistra-vecchio stile, la discesa in campo dell'ingombrante Rita e il sigillo sulle mai amate primarie. E come se non bastasse, il Terzo polo con cui il partito dovrebbe allearsi, è imploso con il passaggio all'opposizione dell'Udc. Perfetto. Se ogni giorno ha la sua pena, insomma, oggi il turno è stato tutto per i filolombardiani del Pd. Ma la partita continua.


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