Live Sicilia

Lo sfascio

Un Preside per la Sicilia
della politica irrilevante


, Politica
All'inizio lo sfottevano. Lo chiamavano "Il Preside". Il governo Monti? Il governo del Preside. Ora che la tecnica ha superato in decoro e sostanza la politica, qualche domanda si pone, anche in Sicilia. Un'avvertenza: non è necessario il consenso obtorto collo. Ma il decoro, la forma corretta del dire, e la sostanza, le scelte del fare, ci appaiono comunque ristabiliti.

E dunque che accade in Sicilia, anzi nelle due Sicilie, come ai bei tempi? C'è una Sicilia coraggiosa e disperata. Ogni mattina all'alba cominciamo a leggere i commenti dei lettori ed è impossibile non percepire il bisogno di abbracciarne molti. I lettori di Livesicilia - col linguaggio forbito delle scuole o con l'idioma semplice delle mani callose - ci raccontano ogni giorno una terra che sogna di essere migliore. Ci raccontano la difficoltà di momenti grami, del lavoro che non c'è, o, se c'è, si paga male. Ci raccontano l'assenza dei servizi pubblici. Disegnano immancabilmente il ritratto di un'isola alla deriva. Accanto, hanno la forza di tracciare un arcobaleno di speranze, perfino con la rabbia a carboncino nero. Non si rassegnano. Non demordono. Vorrebbero una politica almeno all'altezza dei calcagni delle loro aspirazioni.

E la politica che fa? Si trastulla nel riflesso dell'altra Sicilia, nel paese dei balocchi, dei privilegi e dell'irrealtà. E' la contrada in cui perfetti cretini o conclamati ignoranti raggiungono facilmente posti al sole grazie a un cenno del capo del potente. Si richiede una lingua resistente, mica la laurea in teologia. E' l'Eden che consente a personaggi che sembrano evasi da un film di Sordi di fregiarsi del titolo di onorevole e di un conto in banca-arcipelago da cui osservare il resto del popolo sperduto nel naufagio.

Non è così? Prendete la storia del referendum del Pd, uno strumento che è stato svilito strada facendo, smontato pezzo per pezzo. Il risultato? Non si arriverà, verosimilmente, a nessun risultato. O comunque si troverà lo stratagemma per dire che nulla può mutare. Il comando della nave rimarrà nelle mani consolidate che lo reggono e che governano con schiocchi di frusta. Ci vuole altro che una inutile coreografia democratica. Chi è ricco sarà ricco e va bene. Lo stesso accadrà ai poveri, e va meno bene. Allora perchè mortificare ancora i bisogni concreti delle persone con la decalcomania virtuale del famoso dibattito?

Ecco perché vorremmo un Preside, pure per la Sicilia. Uno che riporti la politica nel suo alveo: salvaguardia dell'interesse di tutti, mai cane da guardia del privilegio di qualcuno. Ahinoi, già sappiamo che non verrà. Intanto la campanella suona. La ricreazione è finita.


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