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Il caso

La guerra di Confesercenti
Dimissioni, caos e ispezioni

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confesercenti, giovanni felice, ispettori, Cronaca, Economia
Acque agitate dentro Confesercenti Sicilia. Per l'associazione dei commercianti il 2012 è iniziato in maniera burrascosa, prima con la sfiducia al presidente regionale
Giovanni Felice (nella foto) e poi con le dimissioni dello stesso. E il clima non sembra rasserenarsi. Domani è prevista la prima riunione di giunta dell'anno. All'ordine del giorno, oltre alla conferma del presidente vicario Vittorio Messina (già alla guida ad Agrigento di Confesercenti e della Camera di commercio) che secondo statuto resterà in carica fino alla primavera del 2013, si parlerà del caso Palermo e di una possibile ispezione per controllare i conti dell'associazione provinciale guidata proprio da Giovanni Felice.

"Ci è giunta voce di alcune irregolarità nella gestione dell'associazione palermitana e che gli stipendi non vengono pagati dallo scorso agosto", dice a Live Sicilia il direttore regionale Salvatore Curatolo. Che annuncia: "Domani la giunta deciderà se mandare alcuni osservatori esterni nella sede di via Cavalcanti". Un'altra batosta per Giovanni Felice che tra l'altro aspira ad occupare una poltrona di peso a Roma. E dire che è tutto è iniziato dalla richiesta dello stesso Felice di commissariare la sede di Catania per il rischio di infiltrazioni mafiose, sulla base delle intercettazioni contenute nell'inchiesta catanese «Iblis» tra il direttore provinciale Salvatore Politino, che si è autosospeso, e il boss Rosario Di Dio. C'è chi dice che sia stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato la giunta regionale a sfiduciare Giovanni Felice con 43 voti su 60 e il sì di 8 associazioni su 9 (ad eccezione di quella di Palermo). Ma per il direttore Curatolo, non è così.

"La vicenda è stata strumentalizzata - dice -. La battaglia di Felice contro Catania e il caso Politino non c'entrano nulla con la sfiducia, tanto più che Confesercenti è sempre stata in prima fila nella lotta alla mafia. Già da tempo, dentro l'associazione, erano emersi dei malumori nei confronti della linea politica del presidente apertamente a favore della nascita dei centri commerciali. Confesercenti, invece, è dalla parte delle piccole e medie imprese che vengono penalizzate dalla grande distribuzione. E di certo  -  conclude Curatolo -  gli interessi di Felice nei centri commerciali come Forum Palermo e il centro Zamparini, non vanno in questa direzione".


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