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Il lutto

Si è spento Scidà, il giudice
che denunciò il caso Catania

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, Catania, Cronaca
Giambattista Scidà, ex presidente del tribunale dei minorenni di Catania, sempre in prima linea nel denunciare il “Caso Catania” si è spento. Gli amici lo hanno sempre chiamato, e continueranno a chiamarlo “Titta”, elegante e cordiale, ma anche dotato di una penna che non perdonava, e di una sensibilità particolare, quando scriveva tra le montagne di libri di letteratura nella propria casa nel cuore della città. Non c'è giornalista, inviato o direttore che doveva raccontare Catania, che non sia passato da quelle stanze, tra colonne di libri e un balcone, al fresco nel tardo pomeriggio.

La lunga malattia non ha fermato mai il suo blog e la sua lotta, divenuta col tempo lotta di numerosi cittadini, esponenti del mondo della politica e della società civile. “Autentico servitore dello Stato - scrive Sonia Alfano - e uomo di smisurata cultura che ha portato avanti battaglie interminabili, difficili e spesso tristemente solitarie, per la legalità a Catania. Si tratta per me di un’atroce perdita. Titta è stato molto più che un alleato, più che un amico. Ogni settimana mi chiamava e diceva “mia cara, solo per dirti che ti voglio bene, ricordalo” … ed io lo ricorderò. A lui mi legava un affetto profondo, ed è difficile spiegare qui e adesso, con queste poche parole, quanto sia difficile confrontarsi con questo dolore...”.

Il giudice Scidà si è spento dopo la nomina del nuovo procuratore Giovanni Salvi, del quale era stato sostenitore inviando esposti e denunce al Csm e alla Procura della repubblica contro Giuseppe Gennaro, concorrente di Salvi e del procuratore generale Giovanni Tinebra. Esposti poi archiviati sia dal Csm che dal tribunale di Messina. Attacchi e contrattacchi. Dice Sonia Alfano: “Ha resistito come pochi altri avrebbero saputo fare, ed anche per questo soffriremo tremendamente la sua mancanza. Non sarò mai abbastanza grata - conclude l'europarlamentare Idv - per aver avuto la straordinaria opportunità di avere al mio fianco, in questi anni di impegno civile e sociale, un uomo del suo spessore. Arrivederci, Titta. Dimenticarti è impossibile”.


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