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Il programma di Monti

"Non governo con la scadenza
Non ci saranno lacrime e sangue"

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Mario Monti è pronto ad accettare che i partiti si tengano alla larga dal suo esecutivo, pur sapendo che ciò rischia di indebolirlo notevolmente anche in previsione dei ''sacrifici'' che dovrà chiedere al Paese; ma non ad acconsentire che sul suo governo sia posta una data di scadenza. Perché in questo caso è pronto a dire no.

E' un Monti pragmatico quello che alle otto di sera di ieri, un po' inaspettatamente, affronta per il secondo giorno di fila le telecamere al termine della prima, lunga giornata di consultazioni nel corso della quale ha visto tutte le formazioni minori, ma anche il terzo polo e l'Idv. Non la Lega, con la quale ha avuto una ''consultazione'' solo telefonica. Tutti, Carroccio a parte, gli hanno assicurato il loro appoggio. Dal Terzo Polo è arrivata 'carta bianca'. Meno rassicurante, invece, il sostegno dell'Italia dei Valori che ha ammonito: in caso di modifica della legge elettorale a causa del referendum le urne in primavera sarebbero inevitabili.

Ma sostanzialmente il Professore ha incassato l'appoggio di tutti. Tuttavia non ha sciolto alcuni nodi fondamentali, soprattutto con i partiti più grandi: Pdl e Pd, che incontrerà domani. I partiti di Silvio Berlusconi e di Pier Luigi Bersani, per ragioni simili, si oppongono all'ingresso di loro esponenti nell'esecutivo. Entrambi timorosi delle conseguenze che ciò potrebbero avere sui propri elettori e sulle rispettive alleanze. Monti, invece, preferirebbe che entrassero ''ai massimi livelli'' e cioè almeno da ministri, per garantirsi una seria 'camera di compensazione' tra Palazzo Chigi e Parlamento. Una opportunità che non potrebbero garantirgli solo dei tecnici puri. Insomma, una sorta di 'polizza' sulla vita dell'Esecutivo (anche in vista delle misure che dovranno essere varate) con il coinvolgimento diretto dei partiti : ma se così  non fosse è pronto a farsene una ragione. ''E' un desiderio'', spiega in conferenza stampa, ma che non ''drammatizzerei''' perché la presenza di un segretario ''non è indispensabile''.

L'appoggio dei partiti al suo governo, precisa, sì: ''Che siano presenti nel governo non è condizione indispensabile, ma è indispensabile invece un convinto appoggio'' al governo. Altrettanto dirimente è il fatto che non gli vengano posti limiti temporali: ''La predeterminazione della durata toglierebbe credibilità al governo'' e ''non accetterei una definizione temporale'', ammonisce. L'orizzonte che Monti deve poter vedere davanti a sè è quello della ''fine della legislatura''.

Anzi, molte delle misure - spiega - avranno effetti che andranno al di là del 2013. Perche' parte dei provvedimenti - come ha ripetuto durante le consultazioni - saranno strutturali. E porteranno a ''sacrifici'', ma non a ''lacrime e sangue'', termine che preferisce non usare. Anche perche', se la situazione è ''seria'' ed impone misure ''impopolari'' è altrettanto vero che accanto al risanamento dei conti serve la crescita. E parte delle risorse dovranno necessariamente essere destinate alla ripresa senza la quale il rigore è inutile. L'ex Commissario chiede quindi alla politica ''coesione'' per trasformare la crisi in una ''opportunità" di cambiamento e auspica che ''l'epoca'' delle polemiche sia finalmente chiusa. Annuncia di aver aggiunto alla lista delle parti da consultare anche i rappresentanti del mondo femminile e dei giovani. A rischio di rendere ancor più nervosi i mercati che oggi sono tornati al segno negativo. ''Non trascuro l'importanza mercati, ma agiamo in democrazia e sono necessari determinati tempi'', sostiene Monti, secondo il quale ''l'impazienza'' degli investitori sarà temperata dalla ''razionalità".


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