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Diretta con la crisi

Senato, sì alla legge di stabilità

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19.02. Il presidente francese Sarkozy, a colloquio telefonico con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ha espresso fiducia nell'Italia e  nella sua capacità di dotarsi di un governo che contribuisca a superare "una situazione altamente preoccupante per l'Europa".

17.55. Secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il voto anticipato "è un lusso che non possiamo permetterci, sarebbe un 'rischio' per l'Italia".

16.42. "Spero di no, spero che ci sia una ragionevolezza nel comportamento di chi andrà a governare l'immediato futuro o quello un po' più in là". Così il presidente del gruppo Mediaset, Fedele Confalonieri, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se la caduta di Berlusconi potrà avere ripercussioni sulle società.

13.16. Via libera dell'aula del Senato alla legge di stabilità, la ex finanziaria. Il provvedimento è stato approvato con 156 voti a favore, 12 contrari e un astenuto. Non hanno partecipato al voto Pd e Terzo Polo e l'Idv ha votato contro. Ora il testo passa all'esame della Camera dove, dopo un rapido passaggio in commissione, il voto per il via libera definitivo da parte dell'aula di Montecitorio è previsto per domani.

12.29. Il neo senatore a vita, Mario Monti, è al Quirinale. Già giovedì l'ex commissario europeo era salito al Colle per incontrare il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

10.44. ''Sarà un governo B-B, ossia Berlusconi e Bersani, mancherà la terza B di Bossi. E noi saremo all'opposizione''. Lo dice Roberto Calderoli ai giornalisti al Senato che poi in modo sibillino aggiunge ''ma le opzioni sono tre'' e se ne va.

9.12. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani rivolge un appello al Pdl perché si assuma le sue responsabilità, evitando un Vietnam in Parlamento la cui conseguenza non sarebbe altro che la mancanza di credibilità per il nuovo esecutivo. Il segretario del Pd interviene a 'La Telefonata' su Canale 5 e sostiene che ''ciascuno deve prendersi le sue responsabilità. Non vedo - dice - come un governo possa avere una forza e una credibilità a livello internazionale e interno in una situazione parlamentare da Vitenam. Non lo sto dicendo per il Pd - chiarisce - ma per la credibilità dell'operazione. Non si può organizzare un Vietnam su una partita di questo genere. Il Pdl discuta ma si prenda le sue responsabilità".

8.42. Nelle ultime ore è spuntato anche il nome di Lamberto Dini che potrebbe essere indicato da Berlusconi come il candidato premier più gradito al Pdl in contrapposizione a Monti.

8.23. Il Pdl può e deve avere voce in capitolo sulla formazione del nuovo governo. E lo può pretendere perché i numeri a Palazzo Madama (128 senatori) consentono a Berlusconi di essere determinante nelle votazioni. Su queste basi, secondo quanto viene riferito, si sarebbe articolata la discussione questa notte a Palazzo Grazioli tra i vertici del partito e il presidente del Consiglio. Berlusconi avrebbe ribadito la sua disponibilità ad appoggiare un governo Monti mettendo però bene in chiaro che restando il Pdl partito di maggioranza relativa, deve anche essere determinante nella stesura del programma e non solo nella scelta della composizione dell'esecutivo.

Se il 'passo indietro', sarebbe stato il ragionamento di Berlusconi, è stato fatto per non dare alibi alla speculazione finanziaria, di certo il Pdl non può rinnegare se stesso: non possiamo - avrebbe detto - votare misure come la patrimoniale contro cui mi sono battuto per 17 anni, per tutta la mia carriera politica. Preoccupazione, poi, sarebbe stata espressa per l'esecutivo che sarà e per come si rapporterà con il Parlamento. Per il premier, infatti, quello che deve essere chiaro che le Camere non devono essere esautorate del loro ruolo e chiamate a votare provvedimenti a scatola chiusa.


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