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La crisi in diretta. Monti in pole

Vicini al cambio della guardia
Alfano: "Siamo per le elezioni"


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18.55. "Riuniremo ancora una volta l'ufficio di presidenza per prendere le decisioni definitive quando le consultazioni saranno avviate. Siamo fermi alla decisione assunta all'Ufficio di Presidenza della scorsa settimana in cui si era stabilito che dopo questo governo la nostra linea era per le elezioni anticipate''. Lo ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano al termine del vertice di Palazzo Grazioli.


17.13. "A me i governi-ammucchiate non mi sono mai piaciuti, ma sarà Berlusconi a comunicare le sue valutazioni all'Ufficio di presidenza del Pdl immediatamente prima o dopo le consultazioni del Capo dello Stato''. Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha commentato il ''dilemma'' all'interno del Pdl tra le due ipotesi: governo tecnico o andare al voto.

10.55. Berlusconi ha inviato Mario Monti, in occasione della sua nomina a senatore a vita, un telegramma di auguri: ''Formulo le congratulazioni mie e del Governo per la sua nomina a senatore a vita, a testimonianza degli altissimi meriti acquisiti nel campo scientifico e sociale ed auguro un proficuo lavoro nell'interesse del Paese''.

9.18. ''Idv dice no a questo governo tecnico, non gli voteremo la fiducia e ne staremo fuori''. Lo ha detto Antonio Di Pietro intervistato in diretta nel programma 'La telefonata' di Canale 5. L'ex pm ha sottolineato che è pronto a votare singoli provvedimenti del governo Monti come, per esempio, quello per l'abolizione per le Province.

7.50. Toni molto accesi ed una marcata spaccatura sull'ipotesi di appoggiare un governo tecnico a guida Monti ("ineludibile", secondo i boatos che riferiscono di Berlusconi): da una parte la maggioranza del Pdl pronto anche ad entrare in un esecutivo di emergenza nazionale, dall'altra la Lega Nord ed alcuni ex An fermi nel dire 'no' a qualsiasi governo che non sia politico. Dopo cinque ore di riunione a Palazzo Grazioli, si apprende da fonti di governo, la maggioranza di centrodestra non ha trovato ancora una intesa in vista delle dimissioni di Silvio Berlusconi che diveranno effettive questo fine settimana, una volta varata la legge di stabilità. Lo stesso presidente del Consiglio non è assolutamente convinto sul governo tecnico ma lo considera una scelta ormai ineludibile. I lumbard guidati da Umberto Bossi hanno ribadito che preferiscono andare all'opposizione piuttosto che appoggiare un governo tecnico che dovrà dare vita ad una serie di interventi durissimi per il Paese.

Anche gli ex An hanno puntato i piedi con i ministri Altero Matteoli, Ignazio La Russa e Giorgia Meloni. Matteoli sarebbe arrivato a minacciare addirittura una scissione aggiungendo che almeno 30 parlamentari la pensano come lui. Più morbida la posizione del ministro La Russa. A quel punto però è iniziato un serrato pressing da parte del Pdl che vuole convincere il Carroccio ad entrare nell'esecutivo di emergenza. Ma la Lega non ha mollato. Bossi ha lasciato prima il vertice dando ai suoi il mandato di non recedere dalla posizione. Per i lumbard, infatti, c'è ancora lo spazio ed il tempo per un governo di centrodestra ma deve essere Berlusconi a giocare la carta con Giorgio Napolitano.

Certo - si spiega - non ha fatto piacere l'apprezzamento per la nomina di Monti a senatore a vita, vista come propedeutica ad un appoggio indiretto alla sua candidatura come nuovo premier. Alla fine le parti si sono date appuntamento a oggi. Berlusconi vuole il tempo per riflettere sulla situazione.




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