Live Sicilia

Lo scenario del dopo Berlusconi

Tre elezioni in sei mesi?
La Sicilia si prepara


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Il vento d'elezioni in Sicilia soffia più impetuoso che altrove. Col governo Berlusconi arrivato al capolinea e mille insidie sulla strada della nascita di un esecutivo di unità nazionale, l'opzione voto politico anticipato in inverno si fa sempre più consistente.
E nell'Isola potrebbe tradursi in una campagna elettorale monstre che potrebbe protrarsi fino all'estate. Sì, perché se davvero ai primi di febbraio si andasse alle urne per le Politiche, ci sarebbe poi il ritorno ad aprile con le amministrative che nell'Isola coinvolgono 140 Comuni tra i quali Palermo.

Ma non finisce qui, perchè l'impressione diffusa nel Palazzo è, da un pezzo, che se si votasse per le Politiche a quel punto anche la legislatura dell'Ars vedrebbe una fine anticipata, con un voto per le regionali forse a giugno. È noto, infatti, che una bella fetta dei novanta deputati regionali dell'Ars guardano con interesse al voto nazionale per cambiare poltrona, scansare le insidie di una campagna elettorale molto incerta e usufruire delle comode liste bloccate per approdare al Parlamento nazionale. Tra i nomi papabili per il grande salto romano circolano da un pezzo anche quelli di big di primissimo piano, ma anche quello di Raffaele Lombardo, che potrebbe farsi eleggere a Roma per poi decidere, anche alla luce dell'esito delle amministrative se ricandidarsi a Palazzo d'Orleans o passare la mano ad altri, come più volte annunciato, magari sperando in un posto da ministro in quota Terzo polo. C'è da scommettere, inoltre, che in caso di voto anticipato alle Politiche, il Pd siciliano di Giuseppe Lupo prenderà la palla al balzo per incalzare Lombardo, chiedendo elezioni regionale anticipate che pongano fine alla stagione del mal tollerato governo tecnico.

E così, sullo scacchiere politico siculo le grandi manovre, già in corso da un pezzo, hanno avuto una brusca accelerazione. Con Gianfranco Miccichè che ieri ha posto in essere un paio di mosse che lo avvicinano al centro e lo smarcano dal centrodestra. Tattica, probabilmente, anche in vista delle trattative interne a centrodestra che potranno permettere a Grande Sud di staccare il biglietto per il Parlamento nazionale anche senza raggiungere il 4 per cento. Sarà poi tutta da vedere la sfida tra lo stesso Miccichè e Francesco Cascio per aggiudicarsi l'investitura a candidato a Palazzo d'Orleans. Anche in questa chiave le amministrative di aprile serviranno a pesarsi. Attivissima in queste ore anche l'Udc, che ha preso le distanze dal Pd sfruttando come casus belli le bizze della Borsellino, ma intanto a Palermo trovava una clamorosa intesa con il centrosinistra sulle unioni civili. L'infinita grande campagna elettorale sicula, insomma, è già partita.


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