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Arra, Protezione civile e Territorio

Regione, protestano i precari
In 730 chiedono la stabilizzazione


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Il tempo sta finendo. È il momento delle risposte. Per circa 730 dipendenti regionali si avvicina la scadenza del  contratto di lavoro, previsto per il 31 dicembre. E a distanza di un mese e mezzo da quella data, ancora non conoscono il loro destino. Così, oggi, hanno deciso di indire una giornata di sciopero e di manifestare davanti a Palazzo d'Orleans. I lavoratori in questione sono quelli della protezione civile (270 in tutto), del dipartimento Acqua e rifiuti e di quello Territorio e ambiente, assunti dalla Regione con contratti a tempo determinato. Chiedono a gran voce il rispetto di una legge regionale, la 24 del 2010, che prevedeva appunto la loro stabilizzazione.

“Ma ancora – spiega Paolo Montera, dell'area metropolitana della Cisl-Funzione pubblica - non conosciamo il futuro di questi dipendenti. Vorremmo soltanto che il governo dia finalmente una risposta chiara: questi lavoratori servono, oppure no?”. Anche perché, spiega Montera, “si tratta di gente che si occupa di rischio idrogeologico, delle autorizzazioni Vas (valutazione ambientale strategica, ndr) e di altri delicati compiti”. E la Cisl, in qualche modo, chiama in causa direttamente il presidente della Regione: “Dal governatore  - aggiunge Montera – attendiamo un colpo di reni. Lombardo aveva promesso che avrebbe tolto il precariato dalle strade. Gli chiediamo di farlo”.

E la soluzione potrebbe essere in un ddl che sarebbe già stato discusso in giunta, ma che non è ancora giunto in Assemblea: “Il tempo stringe, o il governo si decide – conclude Montera – o ci rivolgeremo ai deputati del parlamento regionale”.
“E' una situazione inaccettabile e assurda – dichiara Giovanni Gentile della Uil- Rsa della protezione civile di Siracusa - La legge varata è rimasta lettera morta. La Regione doveva procedere con le assunzioni a tempo indeterminato entro il mese di giugno, di quest'anno, cosa che non è ancora avvenuta. I nostri contratti - aggiunge - scadono a dicembre e ulteriori proroghe non sono ammesse. Oltretutto - conclude il sindacalista - la maggior parte delle figure in servizio presso la protezione civile è personale altamente specializzato, come architetti e ingegneri, che intervengono nelle situazioni di emergenza e di cui la Sicilia ha bisogno".

E poco meno di un mese fa, per la verità, la questione era nuovamente rimbalzata tra i corridoi di Palazzo dei Normanni, dove il presidente della Commissione bilancio, Riccardo Savona, ha incontrato i sindacati: “Si tratta  - ha detto il deputato di Aps - di categorie formate da personale altamente qualificato di cui la Regione ha bisogno, perché rappresentano la parte produttiva dell'amministrazione pubblica, mettendo al servizio dei diversi dipartimenti regionali la loro  professionalità. Mi chiedo pertanto – ha aggiunto - per quale motivo nella finanziaria 2012 non si preveda la proroga dei loro contratti, la cui scadenza è prevista per il 31 dicembre 2011. Si tratta senz'altro di una svista, ma bisogna intervenire in tempo affinché i livelli occupazionali siano garantiti". Prima che sia troppo tardi.

"Lo sciopero di oggi dei lavoratori precari della Regione in servizio presso i dipartimenti di Protezione civile, Acqua e rifiuti, e Ambiente - ha commentato in serata Enzo Abbinanti, segretario di Fp Cgil Sicilia con delega alle politiche regionali - è pienamente riuscito". A scendere in piazza , secondo le stime della Cgil sono stati circa 400 lavoratori, oltre la metà del bacino interessato alla stabilizzazione. "A fronte di una presenza così forte - ha aggiunto Abbinanti - il governo regionale è stato ancora una volta assente e si è limitato a risposte generiche consegnate da solerti funzionari senza alcuna delega a trattare. La Cgil insieme alle altre organizzazioni sindacali mantiene lo stato di agitazione dei lavoratori e rifererà agli organi parlamentari che sono già stati investiti della questione, circa la gravità della situazione. Per domani pomeriggio - ha concluso Abbinanti - abbiamo chiesto un incontro urgente al prefetto". Previsto anche un sit in davanti alla Prefettura.


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