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La protesta

Mistretta, "arraggiati" in campo
contro lo smantellamento dell'ospedale

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Più che indignati: con un termine dialettale si definiscono, "arraggiati". Sono i cittadini di Mistretta e di sette comuni del comprensorio che si battono contro lo smantellamento dell'ospedale Santissimo Salvatore e che martedì torneranno in piazza, questa volta a Palermo, davanti al palazzo del governo regionale. La mobilitazione scaturisce dopo il forte ridimensionamento del reparto di ostetricia che costringe le donne di un vasto territorio a recarsi a Sant'Agata Militello (circa 40 chilometri di distanza) per partorire. "L'ospedale di Mistretta - affermano - da mezzo secolo ha assicurato il diritto alla salute di un bacino di utenza di 20 mila abitanti. Adesso si va verso un ospedale chiuso, con la scomparsa dei reparti di ginecologia e ortopedia ed una pianta organica azzerata per la crudele logica di una politica cieca che non conosce il territorio dei paesi montani e le condizioni di marginalità dei Nebrodi".

A Palermo arriveranno dieci pullman. Prevista la presenza dei parroci, delle associazioni, i sindaci e i gonfaloni dei comuni dei Nebrodi per chiedere anche la conservazione del Tribunale di Mistretta, unico e secolare presidio nel territorio contro la criminalità, per la difesa delle istituzioni scolastiche e per chiedere un progetto di sviluppo che blocchi l'emigrazione epocale e il tremendo calo demografico. "Chiediamo che venga rimosso il silenzio mediatico, dentro il quale siamo condannati - sostiene il documento in cui si preannuncia la protesta - affinché il vento degli 'Arraggiatos' dei Nebrodi diventi tempesta civile".


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