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La manifestazione

Fondo Uditore, il parco della legalità

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Un parco della memoria e della legalità al Fondo Uditore. Era partito tutto da una proposta popolare. Lo scorso novembre una petizione sottoscritta da 7 mila firme era stata consegnata alla commissione urbanistica. Trasformare il Fondo Uditore in un luogo fruibile dai cittadini. A firmare erano stati non solo i singoli, ma anche associazioni come Mobilita Palermo, Muovi Palermo e gli stessi WWF e Legambiente.

L'assessorato regionale all'Economia ha incaricato il comando del Corpo Forestale perché provveda alla realizzazione di quel progetto. “Il progetto di un centro direzionale cui questo bene demaniale - ha spiegato Pietro Tolomeo, comandante generale del Corpo Forestale - era stato destinato è stato spostato al Fondo Luparello. Vista la richiesta di un comitato di cittadini, questo polmone verde sarà aperto al pubblico. Il Corpo Forestale avrà il compito di gestire l'operazione mentre gli operai dell'azienda Foreste cureranno l'adeguamento, il verde, affinchè il prima possibile il fondo uditore possa essere liberamente fruibile”. Una delibera di giunta regionale ha previsto che questo polmone verde venga trasformato in Parco al cui interno sorgerà un museo della memoria e della legalità.

Il fondo è stato dato in concessione alla ditta Gelsomino ma da circa 20 anni è sempre utilizzata per fini istituzionali e governativi. Attualmente ospita gli uffici dell'assessorato alle Risorse Agricole e il comando del Corpo Forestale che resteranno qui anche dopo la realizzazione del parco, che esecondo il comandante Tolomeo dovrebbe avvenire in circa tre mesi. Presente questa mattina alla “consegna” anche l'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao: “Quest'area – ha affermato - sarà destinata a un museo della memoria della legalità, e prima di tutto un parco della memoria della legalità. Siamo convinti che la tremenda storia della mafia e la gloriosa storia dell'antimafia che a Palermo, che grazie a tanti eroi e cittadini vede prevalere per fortuna le forza della reazione a questo fenomeno che ha per tanto tempo umiliato la Sicilia e i siciliani, non debba essere dimenticata”.


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