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Cronache palermitane

Storia di un ladro di biciclette
e di un albero (di 4 metri) segato

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Nelle piccole storie, nei fuscelli portati a valle dal fiume della cronaca, nelle pagliuzze d'oro di infinitesimi, respira e splende il grande riflesso dei tempi. In via Siracusa, a Palermo, qualcuno ha segato un albero di quattro metri per rubare una bici. Prima di lasciare spazio alla nuda cronaca, incrociamo le mani sulla testa. E riflettiamo. Che questa sia una città stranissima, abitata da personaggi che parrebbero originali pure nel bar di "Guerre stellari", è materia nota per la sociologia, la psicologia e l'astrologia. Ma qui cogliamo un ulteriore passaggio, una corrente robusta, un salto con l'asticella elevato di importanti centimetri. Non c'è niente da fare. Il cervello di Palermo è sbroccato. Presto gireremo nudi, o vestiti come lo sceriffo dei film di Clint. Oppure indosseremo il costume bluastro dei Rockets. E ci sembrerà normale.

L'Ansa, dunque. "Ci sono ancora, e sono pronti a tutto, i ladri di biciclette. Nel film di Vittorio De Sica il entrava in azione mentre il proprietario stava attaccando manifesti. A Palermo ha invece operato di notte quando è più facile non dare nell'occhio. Del buio aveva infatti bisogno per portare a termine un'operazione complessa e forse anche lunga. Siccome la bicicletta da rubare era legata con una robusta catena a un platano altro quasi quattro metri, il ladro ha pazientemente segato il tronco e ha abbattuto l'albero per portarsi via la bicicletta. Nessuno si è accorto di nulla. Eppure il furto non è avvenuto in una strada di periferia, ma in via Siracusa, una strada centralissima dove si trovano tra l'altro gli uffici delle case editrici Sellerio e Kalos e dove abita un ex questore. E' stato il proprietario della bicicletta, Marco Siino, a fare questa mattina la scoperta. Non voleva credere ai propri occhi. Ha potuto solo constatare che era stato fatto un lavoro a regola d'arte: l'albero è caduto sul marciapiede senza danneggiare le auto in sosta. Per Siino è il terzo furto di bicicletta in meno di un anno. Ma per lui ormai è una sfida: "Ne comprerò un'altra perché a Palermo non si può certo usare l'auto"".

A Palermo non si può usare l'auto, testimonia sconsolata la vittima della fiaba. A Palermo non è consigliabile nemmeno girare in bici, stante la ferocia inurbana degli urbanizzati su quattro ruote. Ma, soprattutto, a Palermo, non è consigliabile nascere alberi. O forse, non è consigliabile nascere. E basta.


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