Live Sicilia

"No agli sprechi e alle clientele"

Consulenze, esposto alla Corte dei Conti
I Cobas Codir in piazza l'undici ottobre

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cobas, consulenti, sprechi, Cronaca
Un esposto alla Corte dei Conti e una grande manifestazione sotto le finestre di Palazzo d'Orleans il prossimo 11 ottobre. Così i Cobas Codir hanno deciso di protestare contro gli sprechi della Regione siciliana. E nel mirino del sindacato autonomo sono finite le consulenze, elargite, come registrato quasi quotidianamente da Live Sicilia, al ritmo di una ogni tre giorni, nonostante gli annunci di tagli e riduzioni.

I Cobas, infatti, rendono noto di aver dato mandato al proprio legale, Antonio Catalioto, di "predisporre un esposto alla Procura della Corte dei Conti (da fare sottoscrivere a tutti i dipendenti interessati) per danno erariale nei confronti dei vertici del governo Regionale che hanno consentito e consentono ancora oggi di dare incarichi esterni ad amici e parenti in spregio e a danno delle professionalità presenti nella Pubblica Amministrazione, nonché di tutti i contribuenti siciliani".

Un attacco frontale, quindi, dopo le segnalazioni, da parte del sindacato, di casi eclatanti come quelli della figlia del dirigente generale Gesualdo Campo, chiamata a lavorare nella sede della Regione a Bruxelles, o quella della mancata pubblicazione della consulenza all'Asp di Siracusa di Manlio Averna, marito dell'assessore alla Funzione pubblica Caterina Chinnici.
E quest'ultima è oggetto di forti critiche dei Cobas in una nota successiva, con la quale il sindacato annuncia una manifestazione di protesta per il prossimo 11 ottobre. I Cobas, infatti, chiamano i cittadini a manifestare contro: "Un governo complice, che offende l’intelligenza di tutti i siciliani consentendo all’assessore Chinnici di aspettare di prepensionare con la legge 104 il proprio baby capo di gabinetto per poi, subito dopo, attaccare sulla stampa questo beneficio annunciando di volerlo abolire". Ma non solo. Il sindacato, che la maggiore rappresentanza tra i dirigenti generali, infatti, accusa il governo di offendere "la dignità dei dipendenti regionali, insinuando pubblicamente che stanno in ufficio a leggere il giornale e permette, invece, ad un suo clientes di andare in pensione con la legge 104 e di rientrare come assessore (il riferimento, ovviamente, è all'assessore Pier Carmelo Russo, ndr)". E le critiche riguardo all'atteggiamento del governo nei confronti del personale regionale non finiscono qui: "Il governo - attaccano i Cobas - distrae le somme riservate per i rinnovi contrattuali bloccando sine die le contrattazioni del comparto e della dirigenza e permette, nel frattempo, che mamma Regione foraggi con denaro pubblico una folta pletora di "amici” quali assessori, dirigenti generali, consulenti e gabinettisti, tutti esterni. E inoltre - aggiungono - offende la professionalità di tutti i dipendenti regionali dichiarando pubblicamente di volerli ridurre a 3000, salvo poi consentire le assunzioni dirette e senza concorso dei figli e parenti dei propri fidi scudieri e amici dentro la Regione, società partecipate e “long list” ad hoc (come nel caso dei 190 esterni che saranno assunti per valutare progetti comunitari al posto dei dipendenti di ruolo)".

E ancora, sotto la lente del sindacato, gli sprechi operati dal governo "che equipara a dirigente diplomatico un proprio fido giornalista mandandolo a Bruxelles a fare “prove di spedizione” di news letter mai partite. In governo che ha la responsabilità diretta di avere paralizzato tutta l’attività amministrativa della Regione Siciliana a danno di tutti i cittadini, tentando vergognosamente di farne ricadere la responsabilità sui dipendenti".


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