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La rivolta della Lega

"Non vogliamo il figlio di Riina al Nord"


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"A Padova, Giuseppe Salvatore Riina detto 'Salvuccio'
(nella foto) non lo vogliamo": lo afferma in una nota Maurizio Conte, esponente della Lega e assessore veneto, che interviene sull'ipotesi che la città veneta diventi luogo di residenza del figlio di Totò Riina, quando uscirà dal carcere il 2 ottobre prossimo. Una questione che ha scatenato molti mugugni in casa Carroccio e che ha portato il deputato e sindaco di Cittadella Massimo Bitonci ad annunciare sul tema un'interrogazione parlamentare. "I blog siciliani riportano già la posizione a loro dire ipocrita e strumentale degli esponenti della Lega Nord che non vogliono questa scomodissima presenza sul proprio territorio - afferma Conte -. E la lega Nord ha ancora una volta ragione con questo tipo di pretesa; qui torniamo al tempo dei 'confini dei mafiosi' anche se il figlio di uno dei più temibili boss della malavita ha scontato la propria pena, c'é poco da fare, alla redenzione è difficile credere tant'é che pensare alla mancanza di 'inquinamento' nei contatti e nello stile di vita di questo personaggio mi riesce difficile".

"Gli otto anni scontati per una condanna per 'associazione mafiosa' - aggiunge Conte - non sono una totale garanzia, una giusta attività sarebbe quella di far lavorare Riina in una delle strutture confiscate proprio alla mafia, in Sicilia, magari a Corleone, in modo tale che ogni giorno faccia ricordare il dolore e quanto di più negativo sia stata ed è tutt'ora questa forma di cancro della società". Da parte sua, Bitonci rileva che Padova non ha bisogno di aggiungere problemi a quelli che ha già: "penso - sottolinea in una nota - che Padova non sia idonea né ad assicurare a Riina un efficace reinserimento nella vita civile" né ad accogliere nel proprio tessuto sociale una persona che ha "intrattenuto rapporti molto stretti con personaggi di spicco della criminalità organizzata siciliana" nonostante abbia manifestato attraverso il suo avvocato "la ferma volontà di non avere più alcun contatto con l'ambiente che gli ha causato i ben noti guai con la giustizia".

(Fonte ANSA)


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