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La rabbia di Giulia Adamo

"Russo, difesa inaccettabile
E io non sono mafiosa..."


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L'unica voce “stonata” nel Terzo polo ha finito per essere quella decisiva per “congelare” i bollenti spiriti ieri all'Ars.
Giulia Adamo ha deciso di non abbandonare l'Aula di fronte alla discussione sulla mozione di censura aall'assessore Russo, al contrario dei suoi compagni della maggioranza, che hanno sfilato a turno, da Cracolici a Musotto, passando per Marrocco e Cappadona, per annunciare l'Aventino. L'Udc ha scelto quella che molti hanno considerato la “via del buon senso”. Ha assicurato fedeltà al governo Lombardo, ma ha difeso le prerogative di tutti i deputati. Anche quelli d'opposizione: “È giusto che si entri nel merito della questione”. Restano sullo sfondo (e nemmeno tanto) le critiche all'operato dell'assessore alla Sanità, già espresse qualche giorno fa da Giulia Adamo, che rincara la dose: “Non può dire che tutti quelli che lo criticano sono mafiosi”.

Onorevole Adamo, come mai ha deciso ieri, insieme al suo gruppo, di non abbandonare l'Aula?
“Si è trattata di una scelta di onestà, di trasparenza. Ma voglio chiarire, se la pregiudiziale fosse stata dichiarata ammissibile, noi avremmo votato a favore. Ma, visto che è stata respinta, era giusto si votasse la mozione”.

E l'Udc come avrebbe votato?
“Noi vogliamo salvaguardare il patto di lealtà con questo governo. Quindi, se ci fosse stato il voto palese, avremmo votato contro la censura. Se il voto fosse stato segreto, ci saremmo astenuti, rendendo così visibile la nostra posizione. Noi non vogliamo nasconderci dietro voti segreti”.

Insomma, votare quella mozione era importante, al di là dell'esito.
“Certamente. Io ho sollevato la questione anche nella riunione di maggioranza, ieri pomeriggio. Ritengo che nessun artificio procedimentale possa impedire all'opposizione di proporre un argomento su cui discutere. Noi non possiamo, solo perché maggioranza, dire all'opposizione: 'Voi non potete parlare'”.

E allora come spiega il comportamento di Pd, Mpa e Fli? Paura che la maggioranza andasse sotto?
“Credo proprio sia così. Non vedo altre possibili motivazioni. Forse si pensava che la maggioranza ieri in Aula non ci fosse e che il voto segreto potesse evidenziare questa situazione”.

Il problema politico rimane, però. Vi parlerete, nei prossimi giorni? Martedì si riproporrà il problema...
“Io credo che anche gli atteggiamenti sono importanti in questo caso. La posizione dell'assessore Russo, ieri, non mi ha convinto molto”.

In che senso?
“Io non credo sia giusto sostenere, come in pratica ha fatto lui, che tutti quelli che lo attaccano sono mafiosi”.

Lei ha criticato aspramente l'operato di Russo...
“E non sono di certo una mafiosa. La difesa di Russo è inaccettabile”.

Il “passo indietro” di Russo potrebbe essere la via d'uscita da questa intricata situazione?
“Noi stiamo sostenendo l'esecutivo. Non chiediamo e non abbiamo mai chiesto niente. Ma vogliamo essere orgogliosi di questo governo. E perché sia così, molte cose vanno chiarite”.

A cominciare dallo “status” dell'assessore Russo. Tecnico o politico?
“Esatto. Io per prima ho detto a Russo di essere felice per il suo ingresso in politica. Ho sempre incoraggiato, infatti, il passaggio dalla società civile alla politica. Però...”.

Però?
“Se lui decide di lanciare un movimento politico non può circondarsi quasi unicamente di medici, infermieri e informatori scientifici. Così non fa che riproporre schemi della vecchia politica clientelare. Questa è gente che 'fa carriera' anche grazie a lui. E la cosa dovrebbe far riflettere”.

Insomma, conferma quanto detto qualche giorno fa.
“Noi, in fondo, abbiamo chiesto all'assessore Russo una cosa molto semplice: di ascoltare le critiche. Respingendo, certo, quelle pretestuose. Ma anche quelle che non fanno che alimentare il clientelismo. E di ascoltare, ogni tanto, quelle utili. Nell'interesse di tutti i siciliani”.

A proposito delle critiche espresse qualche giorno fa all'assessore. Lei agì “in accordo” col capogruppo di Fli, Livio Marrocco. Ma ieri Fli ha deciso di abbandonare l'Aula. Come si fa a chiedere il giorno prima le dimissioni di Russo e il giorno dopo fare da scudo all'assessore?
“Dovrebbe chiederlo agli amici di Fli. Non mi faccia dire altro”.

Che immagine resta, secondo lei, della seduta di ieri all'Ars?
“Io credo si sia intrapreso un cammino sbagliato. Si sono alzati i toni in maniera eccessiva, attaccando le istituzioni. Cosa che noi dell'Udc respingiamo”.

Si è sfiorato lo scontro istituzionale tra Pd e Cascio.
“Questo non lo so. Certamente, lo scambio di battute è stato sgradevole”.

Cascio è stato accusato di agire da “esponente di partito” più che da presidente imparziale. Lei cosa ne pensa?
“Ritengo assolutamente comprensibile e condivisibile la decisione del presidente. Al di là degli aspetti regolamentari, è giusto che, dopo mesi, l'opposizione possa esprimere il proprio pensiero sull'argomento”.

Insomma, ieri l'Udc s'è distinto dal resto della maggioranza. Teme ripercussioni politiche?
“Non credo che ce ne saranno. Noi teniamo molto all'alleanza con Pd e Mpa, anche in vista delle amministrative dove spero correremo insieme per migliorare realtà comunali a volte disastrose, come Palermo. E i nostri alleati lo sanno bene. Vogliamo favorire un reale cambiamento della politica”

E del governo regionale magari...
“Guardi, come ho detto prima noi non chiediamo niente. Se ci fosse proposto un rimpasto politico, diremmo di sì. Ma è meglio superare questa ambiguità...”

Quale?
“Un governo di tecnici non esiste. Un governo è sempre politico”.

Specie se i tecnici scendono in politica...
“Appunto”.


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