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L'esposto

Formazione e spese "fuori controllo"
Coinvolta la scuola intitolata a Borsellino


formazione, istituto alberghiero, paolo borsellino, Cronaca
Un esposto accende i riflettori della magistratura sull'Istituto alberghiero di Palermo. La scuola che porta il nome di
Paolo Borsellino finisce dentro il calderone delle indagini sulla formazione professionale in Sicilia. Si indaga sulle spese, alcune bollate come fuori controllo, e sugli interessi incrociati con un ente di formazione. Tra i partner dell'istituto c'è, infatti, l'Eduform il cui rappresentante legale è colui che fino all'anno scorso è stato il preside dell'Alberghiero. Un preside longevo rimasto per più di trent'anni alla guida della stessa scuola.

Andiamo per ordine. All'inizio dell'anno scolastico 2010-2011 viene nominato un nuovo dirigente all'Ipssar, l'Istituto professionale per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera. E' una donna, arriva da una scuola di Cesena e prende il posto di Antonino Marasà. La neo preside scopre, ed è la prima denuncia inserita nel suo esposto, che poco prima di andare in pensione Marasà ha ottenuto dal Consiglio d'istituto una nomina come consulente esterno. Nei mesi successivi si trova di fronte a una situazione contabile e amministrativa che, a suo dire, fa acqua da tutte le parti: gli studenti frequentano due ore di lezione in meno rispetto ai quadri nazionale obbligatori, le iscrizioni non sono state formalizzate, mancano gli ordini di servizio e l'organico del personale, docente e amministrativo, non è stato definito nei piani di attività. Non sono le uniche anomalie denunciate dalla dirigente che punta il dito contro i conti dell'istituto che spende 12 mila euro a bimestre per i contratti telefonici con Fastweb e Vodafone (alla preside è bastata una telefonata per far crollare i costi a soli 200 euro), compra il grana padano a 24 euro al chilo (contro gli 8 euro del “prezzo normale” come viene definito nell'esposto) e si rifornisce di vodka, un superalcolico mai utilizzato in Istituto.

E poi c'è il capitolo delle collaborazioni di alcuni dipendenti del Borsellino con il centro di formazione. Nell'esposto si parla di “elevata concentrazione e mancanza di trasparenza”. All'Alberghiero nulla sapevano dei bilanci del Consorzio Eduform che non solo è partner della scuola ma che a scuola svolgeva gran parte dell'attività formativa visto che per molto tempo è stato privo di una sede ufficiale poi inaugurata in via Salgari. Tutto o quasi il personale dell'Eduform prestava servizio all'Alberghiero. Una situazione di incompatibilità che tocca la punta massima con la gestione delle convenzioni fra la scuola e l'ente di formazione stipulate e firmate, per entrambe le parti, dalla stessa persona che era contemporaneamente preside e rappresentante legale dell'Eduform. Ad aprile scorso al Borsellino sono arrivati gli ispettori del ministero che avrebbe già scoperto alcune irregolarità nella gestione dei Fondi strutturali europei.

Il neo dirigente arrivato da Cesena ha deciso di cambiare aria. Prima di andare via, però, si è presentato in Procura. Ha fatto uno screening dei conti con la consulenza dell'avvocato Fabrizio Bellavista e ha presentato l'esposto finito sul tavolo del procuratore aggiunto Leonardo Agueci che coordina il lavoro dei magistrati che si occupano dei reati contro la pubblica amministrazione. Prima, però, per la cronaca, la dirigente ha informato l'ufficio scolastico regionale, l'assessore regionale alla Formazione Mario Centorrino e ha pure scoperto alla Camera di Commercio che la Eduform risulta inattiva dal 2004. Almeno sulla carta. “Ad oggi - si legge nell'esposto, presentato prima di lasciare la città - ho ritenuto di interrompere i progetti con Eduform ancora non avviati e di concludere quelli ormai al terzo anno (già avviati negli anni precedenti, la cui interruzione avrebbe portato solo un danno nella formazione agli allievi) - prosegue - mentre alcuni progetti che si sarebbero dovuti svolgere in collaborazione con i docenti dell'Ipssar vengono attualmente effettuati con docenti di Eduform, ciò in chiara violazione degli accordi contrattuali che avevano permesso di ottenere i finanziamenti regionali”. Tocca alla magistratura fare chiarezza sulla vicenda.


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