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Le intercettazioni

Romano e Vizzini, a ottobre la decisione

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gip morosini, intercettazioni, Cronaca
Il gip Piergiorgio Morosini deciderà il 3 ottobre, non oggi, se trasmettere alle Camere la richiesta di autorizzazione all'uso delle intercettazioni che riguardano il ministro Saverio Romano (nella foto) e il senatore Carlo Vizzini (Pdl). Entrambi sono coinvolti con Totò Cuffaro nell'inchiesta su presunte tangenti distribuite dal tributarista Gianni Lapis per favorire la vendita a un gruppo spagnolo della società "Gas" di cui era socio Massimo Ciancimino. Tutti sono indagati per corruzione aggravata dall'avere agevolato Cosa nostra. Il rinvio è stato deciso su richiesta dei difensori del ministro dell'Agricoltura, gli avvocati Franco Inzerillo e Raffaele Bonsignore, che non hanno ancora concluso l'esame dei nuovi documenti depositati nei giorni scorsi dai pm Nino Di Matteo e Sergio Demontis.

Diversa la posizione del difensore di Vizzini, l'avvocato Francesco Crescimanno che ha chiesto la separazione della posizione del senatore del Pdl per accelerare i tempi di chiusura del procedimento. Il gip dovrà stabilire se le intercettazioni, che risalgono al periodo 2003-2004, sono rilevanti per l'indagine. In caso positivo dovrà chiedere il consenso delle Camere di appartenenza di Romano e Vizzini. Dalle intercettazioni emergono contatti tra Lapis e vari politici che avrebbero ricevuto denaro: 50 mila euro ciascuno a Romano e Cuffaro per "contributi elettorali", altri soldi a Vizzini. Gli indagati hanno sempre negato di avere ricevuto mazzette. Vizzini ha spiegato che Lapis gli ha restituito 130 mila euro: gli aveva affidato alcuni anni prima la somma per un investimento finanziario.


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