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Il ministro a Palermo

Palma: "Sì alla depenalizzazione"

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Alle "prigioni" palermitane Nitto Palma, ministro della Giustizia, ha dedicato solo qualche battuta. Si è rifiutato di parlare di Berlusconi e di Ustica, ma ha espresso volentieri la sua opinione sul suo  "amico" Borsellino. Per il resto i provvedimenti per combattere "l'enorme problema" del sovraffollamento e la carenza di personale nelle carceri, li proporrà mercoledì in Parlamento. Ma la via è già tracciata: quella della depenalizzazione. È entrato in una improvvisata sala stampa facendo roteare un rosario tra le mani. Un regalo dirà più tardi, mentre osserverà attentamente i suoi grani. Nel frattempo tra i giornalisti circolava una piccola brochure sulla casa circondariale Pagliarelli che oggi, il ministro Nitto Palma ha visitato. Il dato più scoraggiante resta quello del sovraffollamento: "Capienza detenuti n° 805; presenza effettiva: 1300" recita il foglio.

Ed è su questo tema che si è aperta la conferenza stampa del ministro, che vede nella depenalizzazione una più che possibile soluzione. "Abbiamo già intrapreso la strada della depenalizzazione – ha premesso Palma - È stato già istituito un tavolo di lavoro ed entro il mese di ottobre presenterò in consiglio dei ministri un disegno di legge in accordo con il presidente Berlusconi. La depenalizzazione servirà a cancellare alcuni reati minori, per disingolfare gli uffici giudiziari in modo da concentrare le energie investigative per i reati più gravi. È una riforma che si richiede da tanto tempo. È singolare – ha puntualizzato - come l'Anm (associazione nazionale magistrati) si sia rifiutata di partecipare al tavolo".

Ma sarà la settimana prossima che il guardasigilli affronterà più approfonditamente la questione: "Mercoledì - ha anticipato Palma - andrò al Senato dove sarà dedicata alle carceri una seduta, che sarà poi ripetuta alla Camera. Lì spiegherò nella sua interezza la questione del sovraffollamento delle carceri, questione che deve risolta nel rispetto della sicurezza dei cittadini". L'attenzione, secondo quanto riportato dal ministro Palma, si concentrerà anche sull'edilizia carceraria: "Anzichè 10 istituti – ha detto - circondariali classici pensiamo di construirne un numero molto maggiore, ma di bassa sicurezza".

A non consentire il ritorno di un'amnistia, invece, sono soprattutto i numeri: "L'amnistia - ha spiegato il ministro - non è una soluzione che ha compatibilità politica: per questo genere di provvedimenti serve una maggioranza dei due terzi. Occorre verificare se le forze politiche ritengono percorribile questa strada, ma ad oggi non ci sono le condizioni". E poi attacca l'opposizione: "Nel 2006 c'è stato un voto bipartisan ad un condono: i detenuti da 61 mila sono passati a 39 mila. Ma sono ritornati a sessantuno dopo due anni e in questi due anni non è stata intrapresa nessuna iniziativa di edilizia carceraria. Si sono persi due anni di tempo".

Ma anche il personale carcerario non è abbastanza. "La carenza di organico - ha informato il ministro - è di 7500 unità. Adesso ne abbiamo aggiunti 150 e abbiamo in mente di aumentare il personale di 700 unità. Anche i direttori e il personale penitenziario hanno il diritto di vivere in condizioni migliori come tutti i lavoratori d'Ialia. Possiedono grande umanità e per questo rivolgo loro ringraziamenri senza di loro non potremo reggere questo sovraffollamento". Quando è saltata fuori la questione Berlusoni, non ha voluto rispondere alla domanda di una giornalista sulla mancata presentazione del premier di fronte ai pm partenopei: "Sono venuto qua a parlare d'altro – ha precisato - : non ho paura di rispondere ma non voglio sottrarre tempo a una questione così importante come quella delle carceri". Non ha risposto anche a chi gli ha chiesto di parlare della condanna dei ministeri sulla strage di Ustica. Mentre ha accettato di parlare della revisione dei processi sulla strage di via d'Amelio: "Su Borsellino rispondo – ha detto -, perchè si parla di un mio amico e di un grande magistrato. Ho il massimo rispetto per l'autorità giudiziaria. Mi auguro che la revisione avvenga in un sistema che garantisce l'autonomia della magistratura. Una revisione, quella del processo per dell'omicidio di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta, che merita il massimo dell'accertamento".

Poi un'ultima domanda sulla sua visita di ieri alla casa circondariale Ucciardone: "In quel carcere – ha raccontato Palma - si è suicidato un uomo uscito da un ospedale penitenziario psichiatrico (OPG): era stato considerato idoneo a rientrare nel circuito carcerario ordinario e si è suicidato. Vi sono stato 213 casi in cui coloro che sono dichiarati dimissibili non hanno abbandonato gli Opg. L'Ucciardone con tutte le sue difficoltà vive una situazione molto migliore rispetto al carcere di Regina Caeli. Questo, certo – ha concluso - non significa che l'Ucciardone sia un hotel a 5 stelle".


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