Live Sicilia

Le primarie di Livesicilia

La città dei morti vissuti
E il problema del sindaco


speciale elezioni palermo 2010, Cronaca
Nella città dei morti vissuti, i minorenni rubano i bagagli nelle stazioni, le strade provocano il mal di schiena per frequente sobbalzo. Sono ingobbite, ferite e irte di pericoli. A Palermo, bisognerebbe volare. La sera è un deserto di luce, un aeroporto spento, quando finalmente atterri. I lampioni appassiscono nell'ombra. Ieri, viale Strasburgo era una via crucis di lampadine decomposte, una cavità di tenebra. Pareva una galassia ostile. Ma era viale Strasburgo.
Nella città dei morti vissuti, gli ex fattorini di albergo, dopo una vita di sudore, dormono sotto i portici, sperando che l'estate sia lunga. I disabili vagano sul marciapiede, quando trovano lo spazio. Il resto della popolazione procede come gli zombie di Romero: con la testa a ciondoloni, arrancando, senza guardare in viso nessuno. Ma non siamo i morti viventi. Siamo i morti vissuti.

I morti viventi hanno un presente, anche se di carogna. Hanno un lumicino per rischiarare la notte. Sono salme mobili. Possono partire da un luogo e arrivare altrove. Noi non abbiamo presente, né mete. Ci è concesso di restare fermi, mentre le macerie ci picchiano sulla testa. E' un sentimento che la politica ha accudito come un parassita. I politici hanno cancellato l'oggi, perché è conveniente. In Consiglio si tessono alleanze per le elezioni venture. C'è già uno sproposito di veri o presunti candidati. In condominio si chiacchiera di candidabili. Nel frattempo, chi ci pensa ai lampioni defunti, alle strade rotte di Palermo? Chi si occupa della pena delle persone che proprio non hanno né il tempo né la voglia di attendere?

Livesicilia ha lanciato le primarie, ma non come un gioco di nomi e cognomi. Vaglieremo con attenzione le parole e i personaggi da qui alla data fatidica. A una sola condizione: che si cominci dal presente. Vogliamo programmi e riflessioni che sgorghino dalla lebbra che assedia la città. Chi dice: domani sarà, è un mentecatto, uno da non votare, da accompagnare con grazia e degnazione all'uscita. Vogliamo gente che dica: oggi è, ma domani potrebbe essere... Solo così le nostre primarie e gli occhi della cronaca che le seguiranno avranno senso e diritto.

La città dei morti vissuti ama dimenticare i vivi. Ha dimenticato don Pino Puglisi, per esempio. C'è chi lo scorda non nominandolo neppure. C'è chi lo scorda riempiendosi la bocca di vento e commozione. Sono tecniche differenti, entrambe efficaci. Al nostro squallore, alla cancrena del cuore de della mente, fa paura la verità di scelte che non comprendiamo. Ci fanno paura le anime risorte di Palermo.


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