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Sala della Lapidi

Munafò e Miceli lasciano il Pdl
Prove di intesa Russo-Vizzini?


comune, munafò, pdl, Cronaca, Politica
Il consiglio comunale sembra destarsi dal torpore e, complice la paura di perdere il gettone, si rimette al lavoro. Dopo le roventi polemiche sull'inattività di Sala delle Lapidi, infatti, il vicepresidente vicario Salvo Alotta lunedì scorso ha deciso: si convoca la mattina e niente commissioni. Una mossa rivelatasi azzeccata che ha costretto stamane i consiglieri a recarsi a Palazzo delle Aquile, pena la perdita del compenso giornaliero: oggi ben 33 i presenti al momento dell'apertura, un piccolo record per l'Aula considerato che erano appena le dieci e trenta e si era in prima convocazione (che quasi sempre salta). Una seduta durata oltre cinque ore che ha visto partecipare ai lavori 44 inquilini di Piazza Pretoria anche se, al momento di votare la delibera sul miglioramento dei servizi per la Polizia municipale grazie a un contributo regionale, i presenti erano 25. Uno in meno del necessario, ma domattina si riprenderà alle nove e mezza e tutto fa presagire che l'atto dovrebbe andare in porto. La presenza record sorprende ancor di più visto che il tema che si doveva trattare, per quanto importante per i vigili urbani che riceveranno qualcosa in più in busta paga, non è tra le delibere più decisive per il futuro della città. Una rondine non fa primavera, ma almeno fa ben sperare.

Le prime due ore, però, sono state assorbite dalle comunicazioni che hanno riservato più di una sorpresa. Il vicecapogruppo del Pdl, Stefania Munafò, che è anche coordinatrice cittadina per le donne del suo partito, ha abbandonato gli azzurri per passare al Misto: “In questi cinque anni – ha dichiarato la Munafò – il Pdl non è realmente riuscito a garantire nessuno dei presupposti che mi avevano indotto ad avvicinarmi già 11 anni addietro. Ad oggi non riesco più ad identificarmi con questo progetto e con un partito allo sbando, nonostante le promesse di rinnovamento che negli anni si sono susseguite”.  Una mossa che ha sorpreso non poco, come quella del consigliere Maurizio Miceli, fedelissimo di Carlo Vizzini, che già in sede di consuntivo aveva votato contro l'amministrazione Cammarata: stamane ha dichiarato di sentirsi libero da vincoli di partito e ha comunicato al gruppo che domani passerà anche lui al  Misto.

Il capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, ha commentato: "Miceli mi ha detto che la sua è una posizione personale, mentre con la Munafò c'è un problema politico. L'ho saputo stamane, mi spiace tantissimo, se l'avesse detto prima avrei provato a mediare. Comunque la Munafò stessa ha detto che con il gruppo non ha avuto alcun problema, anzi ci ha ringraziato". Le due prese di posizione, secondo alcuni, sarebbero in realtà legate fra loro. La Munafò, dicono voci di corridoio, sarebbe vicina all'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo che si appresterebbe a presentare, alle prossime elezioni, una lista comune proprio con Carlo Vizzini, dato in uscita dal Pdl. Voci di corridoio, però, non confermate dalla Munafò: “Conosco Russo, ho condiviso alcuni suoi provvedimenti ma questo non significa nulla. Adesso mi guarderò intorno per capire a quale gruppo iscrivermi”. Si è insediato anche Francesco Scorza, che prende il posto del dimissionario Davide Faraone. Nel suo primo intervento, oltre ad annunciare che per i prossimi dieci giorni non si iscriverà ad alcun gruppo, Scorza ha bacchettato i colleghi per la poca produttività annunciando che il suo comportamento sarà diverso da quello del predecessore.

Fds ha invece annunciato che non prenderà più parte ai lavori del consiglio "se non si trattano delibere importanti per la città sia sul piano economico (Prusst e Prp su tutti) – ha dichiarato il capogruppo Manfredi Agnello – o i regolamenti importanti per l'ordine cittadino (vedi gazebo e Piano della pubblicità) e per quello che attiene scuole e sociale". Il consigliere Elio Bonfanti, dell'Udc, ha chiesto di concentrare i lavori d'Aula sui Prusst. “Occorre individuare quelli che possono rappresentare un volano di sviluppo per la città e che siano ecosostenibili. L'iter è fermo da cinque anni, così come i 70 imprenditori, mentre alcune fideiussioni sono già state pagate. Si eviti l'ennesimo disastro”.


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